Così l’Italia parteciperà nella guerra Ue contro i trafficanti di esseri umani

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L’acronimo sta per ‘Europa navale per il Mediterraneo’. Si tratta di un’operazione militare dell’Unione europea il cui obiettivo è quello di contribuire a disfare il modello di trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo. Come parteciperà l’Italia

L’Italia parteciperà all’Eunavfor Med, la missione navale contro i trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo.

 

Ma cos’è Eunavfor Med e a cosa serve?

L’acronimo sta per ‘Europa navale per il Mediterraneo’. Si tratta un’operazione militare dell’Unione europea il cui obiettivo è quello di contribuire a disfare il modello di trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo.

In pratica, verranno adottate misure sistematiche per individuare, fermare ed eliminare imbarcazioni e mezzi usati o sospettati di essere usati dai passatori o dai trafficanti, in conformità al diritto internazionale.

 

Le fasi della missione

Nel Consiglio dell’Unione europea del 22 giugno scorso è stato previsto che l’operazione sia condotta per fasi successive.

Nella prima fase – che terminerà il 30 settembre – si procederà all’individuazione e al monitoraggio delle reti di migrazione attraverso la raccolta di informazioni ed il pattugliamento in alto mare.

La missione avrà il suo quartier generale a Roma e sarà orientata alla raccolta d’informazioni d’intelligence, attraverso satelliti droni, intercettazioni elettroniche, agenti sul campo.

Nella seconda fase potranno essere effettuati, alle condizioni previste dal diritto internazionale, fermi, ispezioni, sequestri e dirottamenti di imbarcazioni sospettate di essere utilizzate per il traffico e la tratta di esseri umani in alto mare e, conformemente alle pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite o al consenso dello Stato costiero interessato, nelle acque territoriali e interne di tale Stato.

Nella terza fase, infine, sempre in conformità con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite o con il consenso dello Stato costiero interessato, potranno essere adottate tutte le misure necessarie nei confronti delle imbarcazioni e relativi mezzi sospettati di essere usati per il traffico e la tratta di esseri umani, nel territorio di tale Stato, anche eliminandoli o rendendoli inutilizzabili.

Le successive fasi di EuNavfor Med dovranno registrare necessariamente altri passaggi: la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e il negoziato finalizzato a un Governo di unità nazionale in Libia, giunto oramai in fase di chiusura.

 

Qual è il ruolo dell’Italia e cosa mette a disposizione

Il provvedimento approvato dal Parlamento prevede l’autorizzazione, dal 27 giugno al 30 settembre 2015, della spesa di 26 milioni di euro per la partecipazione di 1.020 unità di personale militare e per l’impiego di mezzi navali e mezzi aeromobili.

 

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