Ettore Scola: “Spero che molti raccolgano l’appello di Alessandro”

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Il grande Maestro ha fiducia che la Capitale possa superare questo momento difficile: “Le risorse morali ci sono”

Pochi hanno raccontato Roma come lui. La Roma multiforme di C’eravamo tanto amati,  la Roma degli interni borghesi della Famiglia, la Roma baraccata di Brutti sporchi e cattivi, la Roma del palazzone fascista di Una giornata particolare,  la Roma annoiata e intellettuale della Terrazza. Avete capito, parliamo di Ettore Scola, maestro del cinema italiano e da decenni abitante della Capitale.

Scola e Roma. Un sodalizio decennale. Un regista che ha diretto – per capirci – gente come Alberto Sordi, Nino Manfredi, Vittorio Gassman. Simboli del cinema italiano. E della Capitale.

E infatti al telefono con Unità.tv ha subito una parola per “Alessandro”, il figlio del grande Vittorio, e del suo appello: “Io apprezzo molto l’appello di Alessandro – ci dice il Maestro – e spero che molti romani lo ascoltino e lo imitino. C’è tanto da fare per tutti…”.

Già, Alessandro Gassmann ha gettato un bel sasso nello stagno. Se non altro, ha innescato una gran discussione. Ma non solo. Molti romani in queste ore stanno effettivamente prendendo la ramazza in mano per ripulire un po’. Perché il degrado, specie in certe zone, è cresciuto. “La situazione di Roma è sotto gli occhi di tutti, non so dire quanto sia peggiore di prima ma certo è un momento molto difficile”, dice Scola.

Sospira, Scola, parla brevemente con quella sua voce un po’ stanza ma autorevole, è un intellettuale che certo non ha certo abbandonato la speranza che Roma migliori: “Sì, penso che a Roma esistano le risorse morali per riprendersi“.

In questi giorni assolati e caldissimi come quelli del mitico Sorpasso (che Scola sceneggiò), con Vittorio Gassman-fanfarone (in Francia lo titolarono proprio così, Le fanfaron), Roma si mostra in affanno, offesa dagli scandali, povera di risorse, poco divertente (quant’è lontano Renato Nicolini!), ma i romani ancora una volta una mano la daranno. “Ma sì, i romani ce la devono fare”, insiste Ettore Scola. Lui che Roma l’ha tanto amata.

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