Esposito: “Su Quarto hanno raccontato bugie fin dall’inizio”

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“Stanno governando in 16 Comuni e tra espulsi e infiltrazioni mafiose hanno fatto un mezzo disastro” commenta il deputato Pd

Una vicenda “gestita in modo confusionario e dilettantesco”. Con il caso di Quarto, per il quale ora Beppe Grillo, dopo giorni di silenzi e messaggi contraddittori, chiede le dimissioni del sindaco cinquestelle, “il Movimento 5 Stelle si è trovato di fronte alla differenza che corre tra vivere nel mondo virtuale della Casaleggio e associati e la realtà”. Stefano Esposito, deputato Pd e componente della commissione parlamentare antimafia, contattato da Unita.tv, spiega come sulla vicenda del Comune gestito dai grillini, il M5S abbia “raccontato bugie” fin dall’inizio.

“Il M5S ha espulso il consigliere che avrebbe preso, come dicono loro, i voti degli imprenditori legati alla Camorra. Però bisogna ricordare a Grillo, Casaleggio e Di Maio – sottolinea Esposito – che le intercettazioni raccontano una storia diversa; raccontano la storia del ballottaggio in cui non c’era in ballo il consigliere. La Camorra lì ha scelto tra due sindaci e ha fatto votare quello del Movimento Cinquestelle. Quindi non provino a nascondersi, a raccontare le solite balle che possono funzionare per gli adepti della setta che leggono il blog, perché il mondo esterno, vivaddio, è un’altra cosa. Dopotutto, è un eterno imbarazzo quando fai il puro e scopri che la purezza non esiste”.

E di tutta la vicenda, secondo Esposito, “la cosa più imbarazzante sono le dichiarazioni di Di Maio; proprio lui che si candiderebbe alla guida del paese, ma che parla solo dopo che ha avuto il via libera di Grillo e Casaleggio, oscuri e opachi nella gestione di questa setta. E’ un burattino nelle loro mani e gli italiani è bene che sappiano che alle elezioni non voterebbero Di Maio, ma un burattino che parla solo dietro disposizioni e ordini di chi muove i fili”.

Una vicenda gestita male anche sui social. “Mentre Grillo chiedeva le dimissioni, i troll ci spiegavano che non c’era motivo per cui dimettersi, perché il Movimento nella vicenda era la parte lesa: non li hanno neanche avvertiti” commenta Esposito.

“Se la sindaca non vuole dimettersi, basta che diano ordine ai consiglieri di rassegnare le dimissioni e il Consiglio si scioglie. Forse non lo fanno – aggiunge l’ex assessore al Campidoglio – perché poi dovrebbero rimangiarsi tutto quello che hanno detto sul Pd che ha fatto una scelta non per ragioni di infiltrazioni mafiose, ma per ragioni politiche”. E aggiunge: “Stanno governando 16 Comuni e tra espulsi e infiltrazioni mafiose hanno fatto un mezzo disastro. Non si paragonino a noi che di Comuni ne gestiamo migliaia”.

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