Esce finalmente dal carcere Pellegrini, l’artista che si cura con la cannabis

Giustizia
Fabrizio_Pellegrini

Soffre di una grave malattia autoimmune. Vince la battaglia di radicali e Pd

La vergogna del carcere per Fabrizio Pellegrini, affetto da fibromialgia e accusato di aver coltivato alcune piantine di cannabis, è finalmente cancellata. A Pellegrini sono stati infatti concessi gli arresti domicilari.

Ricordiamo brevemente la storia. Pellegrini ha 47 anni ed è un artista di strada, pianista e pittore che dal 2002 è affetto da fibromialgia, una malattia autoimmune che causa cefalea, astenia, disturbi dell’umore e del sonno, dolori e rigidità muscolare. Da circa 50 giorni Pellegrini era detenuto nel carcere di Chieti, in Abruzzo, accusato di aver coltivato alcune piante di cannabis, che usava per controllare i dolori causati dalla sua malattia.

Chiaramente incompatibile con il regime carcerario, c’è voluta una serrata mobilitazione di varie forze e il lavoro giornalistico di Alessandro Trocino del Corriere della Sera per ottenere un risultato minimo di civiltà.

Si sono dunque mossi con successo i radicali, che, con il leader Riccardo Magi, esprimono grande soddisfazione: “Come Radicali Italiani continueremo, insieme all’Associazione Luca Coscioni, a raccogliere in tutta Italia le firme sulla legge popolare Legalizziamo.it che prevede, oltre al più ampio accesso possibile alla cannabis terapeutica, la legalizzazione della cannabis e alla decriminalizzazione dell’uso di tutte le sostanze. I danni del proibizionismo sul piano della giustizia, della salute e anche dell’economica sotto gli occhi di tutti. Il paese è maturo, è ora di legalizzare”.

E anche la senatrice dem Stefania Pezzopane dichiara: “Sono commossa e ringrazio tutti coloro che si sono mobilitati e le autorità competenti, in primis il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Nella vicenda del musicista Fabrizio Pellegrini ha finalmente prevalso l’umanità, nella ricerca di una soluzione come i domiciliari che almeno alleviano le sofferenze di una persona malata. Resta il nodo della legalizzazione della cannabis, una lunga battaglia dei radicali italiani, che speriamo si possa affrontare presto”.

 

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