La nomina di Errani e la prova della politica. Salvini marginalizzato in Lega

Terremoto
Il Presidente della Regionale Emilia-Romagna Vasco Errani, arriva a Palazzo Chigi per l'incontro tra il Presidente del Consiglio Matteo Renzi con i Presidenti delle Regioni e delle Province, Roma 20 marzo 2014.

L’unità della politica sarà fondamentale per il titanico lavoro di ricostruzione e prevenzione. Ma lo spettacolo offerto dal leader della Lega è deprimente

Vasco Errani non commenta ancora l’ipotesi che circola in modo sempre più insistente della sua nomina a commissario alla ricostruzione per il sisma che ha colpito il centro Italia ma ormai la decisione è presa. La nomina ufficiale arriverà in settimana. Mercoledì Errani sarà a Roma e subito dopo si sposterà nelle zone terremotate per cominciare ad impostare un lavoro duro, lungo, che richiederà, oltre che pazienza, competenza e determinazione, anche un altro fattore che in Italia è merce rara: l’unità della politica.

Quanto durerà la fragile pax siglata tra le varie forze politiche davanti alla tragedia che ha colpito paesi come Amatrice, Accumuli, Arquata e Pescara del Tronto? Difficile da dire, anche perché proprio questa apparente rogatoria delle polemiche è già messa a dura prova dagli sciacalli della politica. Ne abbiamo avuto delle avvisaglie concrete con l’indegno post pubblicato su Facebook (e poi cancellato) dal senatore del Movimento 5 Stelle Gianluca Castaldi che, nel giorno dei funerali solenni di Ascoli Piceno, scrisse contro il governo e a favore del suo partito riferendo di improbabili sostegni esplicitati dai cittadini proprio in occasione dei funerali nei confronti del leader grillino Luigi Di Maio.

Egualmente fastidiosa è stata la polemica, che per fortuna non ha avuto alcun seguito, scatenata da alcuni esponenti pentastellati contro il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio per uno scambio di battute informale con il conduttore Rai Bruno Vespa.

Ora, dopo la nomina di Vasco Errani, l’unità della politica (per quanto possibile) sarà fondamentale per la riuscita del titanico obiettivo della ricostruzione e della prevenzione. Quando si spegneranno i riflettori sul dramma del sisma, il rischio non è solo la disattenzione ma anche la ripresa delle polemiche spicciole. Il lavoro da fare sarà lungo e faticoso, è impossibile pensare che possa portare a risultati efficaci e strutturali in tempi brevi. Se questo lavoro sarà accompagnato da polemiche strumentali da parte della politica, il grande rischio è quello di fiaccare la fiducia dei cittadini e degli amministratori locali che, al contrario, hanno bisogno di essere sostenuti e non provocati.

In questo senso non fa ben sperare il triste spettacolo che sta offrendo la Lega (in particolare nella figura del suo uomo più rappresentativo, il segretario Matteo Salvini) riguardo proprio alla probabile nomina di Vasco Errani. Davanti all’emergenza, il ‘felpato’ non ha avuto niente di meglio da fare che imbracciare la sua velenosa penna digitale e scrivere su Facebook che “Errani, ex governatore PD dell’Emilia, sarebbe il ‘commissario’ scelto da Renzi per la ricostruzione post terremoto. Visti i disastri in Emilia con migliaia di persone ancora fuori casa dopo 4 anni, migliaia di negozi e aziende non rimborsati e falliti, centinaia di edifici pubblici ancora inagibili… mi pare una follia!!!”.

Proprio nello stesso momento, il suo alter ego dentro il Carroccio, Roberto Maroni, scriveva invece che quella di Errani è “un’ottima scelta. E’ uomo di esperienza e concretezza. Piena collaborazione da parte di Regione Lombardia”.

L’auspicio è che questa seconda posizione, pur nel rispetto delle idee differenti e della contrapposte posizioni politiche, possa essere quella prevalente anche dentro la Lega Nord, così da marginalizzare sempre di più le inaccettabili posizioni estreme di un leader politico davvero impresentabile.

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