#EreticoFuturo Ad Orvieto c’è la biennale sulla tecnologia

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Dal 25 al 27 settembre in Umbria si ritroveranno artigiani, tecnologici, professionisti, makers, agricoltori, imprese e cittadini per parlare di innovazione

Si autodefiniscono “i nuovi eretici” e in effetti possono tranquillamente considerarsi come “coloro che mettono in dubbio qualcuna delle verità che si devono credere per fede divina”. La Biennale dell’eresia di Orvieto (Umbria) dal 25 al 27 settembre, però,  in questo caso non c’entra nulla con la religione ma bensì con la tecnologia, l’innovazione e il futuro.  Si tratta dell’esercizio di un modello trasgressivo per uscire dagli schemi e proporre nuove soluzioni in ambito economico, sociale e culturale.

Mariana Mazzuccato, economista autrice de “Lo Stato Innovatore”, Salvatore Majorana, Direttore Tecnology Trasfert Office IIT, esperto in robotica miniaturizzata, Giulio Giorello, filosofo della scienza, Massimo Bucciantini, docente di rivoluzioni scientifiche all’Università di Siena, Giovanni Lanzone, filosofo della bellezza e Davide Rampello il realizzatore del padiglione zero a Milano Expo. Sono solo alcuni dei protagonisti di quest’appuntamento che si snoda tra un’area Talk in cui discutere , un’area Make, in cui confrontarsi con i nuovi orizzonti tecnologici (dai droni alla domotica) attraverso workshope laboratori di sperimentazione digitale, un’area Play destinata a formare gli innovatori prossimi venturi, con iniziative rivolte ai bambini, un’area Show dimostrativa e un’area Taste in cui degustare le “eresie alimentari” del territorio.

Tre giornate fitte di appuntamenti che sono promosse dal Comune di Orvieto e dalla Regione Umbria ed organizzate dall’Associazione Social FabLab e dal Centro Studi Città di Orvieto a cui parteciperanno anche il vice ministro dell’economia Enrico Morando e il presidente della Commissione Bicamerale per il Federalismo Fiscale on. Giancarlo Giorgetti.

In una linea che unisce passato, presente e futuro artigiani, tecnologici, professionisti, makers, agricoltori, imprese e cittadini si ritroveranno nelle sale dei più prestigiosi palazzi storici Orvietani – Palazzo dei Sette, Chiostro di San Giovanni, Palazzo Negroni, Chiostro di San Francesco – per far conoscere al grande pubblico i nuovi strumenti digitali che stanno rivoluzionando la manifattura e la produzione artigiana: circa 50 esperienze e buone pratiche, nazionali e internazionali, di prodotti e servizi innovativi nel campo del web, del design, della domotica e della manifattura digitale.

Tutto per dimostrare che la tecnologia e le competenze digitali sono al servizio della qualità della vita. Perché come diceva Alan Turing “l’innovazione cresce lungo l’incerta linea che separa l’iniziativa dalla disubbidienza”

 

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