Erdogan spara a zero sull’Italia e la Mogherini. Pronto un nuovo idolo per Salvini & Co?

Turchia
epa05433935 A handout picture provided by Turkish Presidential Press office shows Turkish President Recep Tayyip Erdogan speaking during a press conference after cabinet meeting in Ankara, Turkey, 20 July 2016. Turkish President Recep Tayyip Erdogan has declared a three-month state of emergency and caused the dismissal of 50,000 workers and the arrest of 8,000 people after the 15 July failed coup attempt. At least 290 people were killed and almost 1,500 injured amid violent clashes on 15 July as certain military factions attempted to stage a coup d'etat. The UN and various governments and organizations have urged Turkey to uphold the rule of law and to defend human rights.  EPA/TURKISH PRESIDENTAL PRESS OFFICE / HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Regime autoritario, pugno di ferro contro gli oppositori, critiche feroci alle istituzioni europee, nemico giurato di Bruxelles. Certo, c’è lo scoglio islamista, ma riusciranno i nostri eroi a resistere a cotanta statura politica?

“Se avessero bombardato il Parlamento italiano la Mogherini che direbbe? Che hanno fatto bene? Si sarebbe preoccupata dei processi a carico dei responsabili?”. In un’intervista a tutto campo concessa a Rai News 24 il presidente turco Recep Tayyip Erdogan spara a zero contro l’Alto Rappresentante per la politica estera europea (“non avrebbe dovuto parlare da fuori, sarebbe dovuta venire in Turchia a vedere cosa è successo”) e contro la stessa Unione minacciando di “far saltare gli accordi sui migranti senza la liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi” che Bruxelles (e il governo tedesco) potrebbero sospendere dopo le pesanti repressioni messe in atto da Ankara dopo il fallito golpe di metà luglio.

Non contento, in un costante interlacciarsi di interessi pubblici e privati, il “sultano” punta il dito contro il nostro Paese. “La vicenda dell’indagine su mio figlio a Bologna potrebbe mettere in difficoltà le nostre relazioni con l’Italia, che dovrebbe occuparsi piuttosto della mafia”. Erdogan ha fatto riferimento all’indagine avviata dalla Procura di Bologna sul figlio Bilal, accusato di riciclaggio dopo un esposto presentato alla fine dello scorso anno da Murat Hakan Huzan, oppositore politico del presidente turco rifugiatosi in Francia. Bilal Erdogan era tornato a Bologna alla fine della scorsa estate per completare il dottorato alla John Hopkins University, iniziato nel 2007. A marzo ha però lasciato l’Italia per imprecisati “motivi di sicurezza”.

Le parole di Erdogan contro la Mogherini, l’Europa e l’Italia potrebbero risvegliare gli istinti anti-sistema dei professionisti della disfatta, Salvini in primis, che hanno assurto personaggi come Vladimir Putin e Donald Trump a modelli politici proprio per le stesse “qualità” messe in mostra dal presidente turco. Regime autoritario, pugno di ferro contro gli oppositori, critiche feroci alle istituzioni europee, nemico giurato di Bruxelles (e della Merkel). Tutte caratteristiche che accomunano Erdogan e Putin, per esempio, e che fanno parte del dna del politico perfetto agli occhi di leghisti e lepenisti di tutta Europa. Certo, in questo caso c’è uno scoglio molto alto da superare, quello dell’islamismo. Ma davanti a cotanta statura si può anche fare un’eccezione, no?

Vedi anche

Altri articoli