Erdogan insiste, Obama si defila. E l’incontro diventa un giallo

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US President Barack Obama (C) chats with Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan (R) and German Chancellor Angela Merkel (L) during a group photo, at the G20 Summit in Cannes, France, 03 November 2011. The G20 leaders are in Cannes to discuss the world economic outlook, trade, currency issues and world governance.  ANSA/CHRISTOPHE KARABA

Il presidente turco in partenza per Washington continua a chiedere udienza al presidente americano, che però manderà il suo vice Biden

“L’incontro con Obama è stato pianificato, i miei assistenti ci stanno lavorando”. Per Erdogan non ci sono dubbi: prima del vertice sulla sicurezza nucleare di venerdì a Washington, ci sarà un bilaterale Usa-Turchia ai massimi livelli, con il faccia a faccia tra i due presidenti. Peccato però che la Casa Bianca non sia dello stesso avviso.

A incontrare Erdogan, fanno sapere Oltreoceano, sarà il vicepresidente Joe Biden, mentre con Obama (che in quei giorni avrà un unico bilaterale con il presidente cinese Xi Jinping)  “avranno l’opportunità di parlare al summit”. Certo, sarà difficile evitarsi. Ma così quel “quanto durerà l’incontro dipenderà dalle circostanze” pronunciato da Erdogan assume involontariamente un tono ironico per chi lo legge.

La programmazione della visita a Washington del presidente turco non era iniziata già sotto i migliori auspici. Obama, infatti, aveva già declinato l’invito a inaugurare insieme a lui una moschea in Maryland.

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