Erasmus, numeri record: l’Europa che funziona è senza confini

Europa
bandiere-europa

Nell’ultimo anno, un milione di giovani ha studiato o lavorato all’estero grazie al progetto promosso dall’Ue

C’è un’Europa che, sentendosi ‘assediata’ dall’arrivo di un numero oggettivamente alto di migranti, vuole chiudersi in se stessa, alzare nuovi muri per fermare la paura, ancora prima che per impedire l’accesso dei disperati che fuggono da guerre e persecuzioni. È l’Europa che si è ritrovata ieri ad Amsterdam, che deve fare i conti con gli egoismi nazionali e con un’opinione pubblica da assecondare, magari in vista di importanti appuntamenti elettorali.

C’è poi un’altra Europa. È quella di un milione di giovani studenti, insegnanti, educatori, ricercatori, lavoratori e volontari che hanno avuto nuove opportunità di studio e di lavoro all’interno del Vecchio Continente, decretando il successo di Erasmus Plus, il programma finanziato dall’Ue che ha preso il posto del precedente Erasmus. Un “chiaro successo”, come ha spiegato Tibor Navracsics, commissario europeo alla Cultura e ai Giovani, che caso vuole sia di nazionalità ungherese. Espressione cioè di quel governo di Viktor Orban, che per primo è tornato a innalzare i muri.

erasmus plusIl primo anno di operatività di Erasmus Plus ha visto stanziare da Bruxelles un budget di due miliardi, che hanno dato vita a 18mila progetti e 650mila borse di mobilità. In Italia, i partecipanti al progetto sono stati 57mila, che si sono diretti soprattutto verso Spagna, Francia, Germania, Turchia e Polonia.

Uno studio pubblicato dalla Commissione Ue dimostra inoltre che partecipare a Erasmus ha un impatto positivo sulla successiva carriera professionale. Gli ex studenti Erasmus, infatti, hanno un tempo di disoccupazione post lauream dimezzato rispetto agli altri. E cresce anche l’opportunità di ricoprire ruoli manageriali. La possibilità di essere assunti nella stessa azienda in cui si è effettuato un tirocinio grazie a Erasmus è in media di una su tre e per gli italiani sale fino al 51%. Superiore è anche la tendenza a creare nuove startup. I giovani italiani che dichiarano di sentire un forte sentimento di cittadinanza europea dopo un’esperienza Erasmus sono l’87% del totale, a fronte di una media Ue dell’80%.

Dal 1987, Erasmus (compresa la sua attuale evoluzione) rappresenta l’esempio più lampante del processo di integrazione europea e di quanto esso sia ormai radicato nelle nuove generazioni. Viaggiare oltre i confini del proprio Paese ha contribuito a costruire un’identità europea, che oggi è fortemente a rischio. Promuovere questo progetto e alzare nuovi muri è la contraddizione che l’Ue è chiamata a sciogliere.

Vedi anche

Altri articoli