“Era d’estate”, l'”esilio” di Falcone e Borsellino. Un bel film su due eroi antimafia

Cinema
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Giuseppe Fiorello e Massimo Popolizio fanno rivivere i giorni dei due magistrati all’Asinara

“Tutto ci saremmo aspettati tranne che finire in carcere”. E’ una delle prime battute di Era d’estate, il film diretto da Fiorella Infascelli sull’esilio forzato di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sull’isola-bunker dell’Asinara, a seguito di una minaccia più allarmante di altre da parte di Cosa Nostra.

Ma questa volta c’era in gioco la sicurezza delle loro famiglie e non si poteva far finta di niente.

La battuta rivolta al direttore del carcere arriva da Borsellino interpretato da Giuseppe Fiorello e ci immette immediatamente nel clima del film che si sofferma sui caratteri dei due protagonisti, e sulla capacità di scherzare nonostante tutto. Più pacifico, cauto, fiducioso Borsellino, più tagliente, stizzito, insofferente Falcone (nel ruolo Massimo Popolizio), perseguitato dal sospetto che “ci abbiamo messi qui per affossare il processo”.

“Vuole anche la cravatta? – incalza alla richiesta di consegnare le armi – perché i lacci non li uso: porto i mocassini”.

I faldoni promessi, indispensabili per l’istruttoria, arrivano tardi, dopo una falsa avvisaglia che non fa che esasperare gli animi di tutti, già provati da lunghe giornate di isolamento e inattività forzata.
E a un più ottimista Borsellino che dice “una parte dello Stato è con noi” (una parte!), Falcone domanda se è pronto a sentirsi dire che “la mafia è uno stato d’animo”.

Sono molto bravi i due attori e molto accorta la regia che fa emergere dalla prossimità quotidiana due temperamenti così definiti e distanti, disegnati con precisione dal linguaggio, dai gesti, dall’aplomb tanto diverso che vede, per esempio, Borsellino in cravatta, sempre, e Falcone in polo sportiva.

Ma uno è di destra, persino monarchico, l’altro di sinistra, uno va in chiesa, l’altro no, uno stava con John Wayne e l’altro con gli indiani.

Scherza ma non troppo Giovanni Falcone insieme alle mogli, mentre il collega è rientrato a Palermo contro ogni licenza per accompagnare la figlia Lucia che dava segni di grande malessere. Si stava domandando come mai a Palermo si frequentassero poco.

Ma uno ha tre figli e deve insegnargli a “sopportare la paura senza spaventarsi”, l’altro si chiede come “spiegare a mia moglie che sto lavorando anche quando guardo fuori dalla finestra”.

La ‘cattività’ li avvicina, non solo il lavoro, i pasti consumati insieme alle rispettive famiglie, i bambini da proteggere anche se hanno imparato a spiare i discorsi dei grandi, il rumore dei grilli e del mare, che risuona ancora più forte con la conchiglia all’orecchio della piccola Fiammetta, i guizzi notturni e i bruschi risvegli nel cuor della notte, perché i dubbi, i sospetti, i cattivi pensieri non li lasciano mai.

E poi le lunghe nuotate e i giochi nell’acqua, le battute sagaci, i necrologi reciproci buttati lì tra una bracciata e una confidenza inattesa in cui Giovanni ammette di essersi persino sentito ‘vicino’ a Buscetta.
Ridono i due, ridono e litigano, litigano e lavorano. Di giorno e di notte ora che i faldoni sono finalmente arrivati e tocca allestire l’ufficio, posizionare la scrivania di fronte alla finestra più giusta, pranzare con due panini alla macchina per scrivere.

Si sono mandati anche affanculo, e chissà quante volte, ma poi bastava un momento, una parola, un pensiero comune, bastava la stima e l’affetto, sempre più forte, che la presenza pudica delle eccezionali consorti ha contribuito a far crescere.
Francesca e Agnese (Valeria Solarino e Claudia Potenza), sempre più unite, complici, amiche. Due ruoli importantissimi, nella vita e nel film, a cui le due attrici regalano bellissimi momenti di fragilità e lirismo.
E non è un caso che Giovanni, nel piccolo bar dell’isola dove si recava di nascosto e senza permesso, alla domanda se fosse lui il giudice Paolo Borsellino, abbia risposto, con un sogghigno: “Non completamente”.

Il film, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, ha una speciale uscita-evento in concomitanza con la commemorazione del 24°anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio, ieri e oggi in molte città in tutta Italia. Naturalmente si attende una distribuzione successiva e prolungata.

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