Equitalia, i Comuni e il giallo delle multe non pagate

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Per il governo si apre una questione politica: inserire o meno anche le multe tra le cartelle che possono essere “scontate”?

Un cambio di passo, una rivoluzione filosofica. Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha annunciato, per il primo giugno 2017, la chiusura dei battenti di Equitalia, l’ente di riscossione che da dieci anni si è trasformato in un vero e proprio incubo per i cittadini italiani. Qualcuno l’ha definito un “condono”, altri “un regalo agli evasori”. Critiche che lo stesso Renzi respinge visto che può vantare il record assoluto di recupero di tasse non pagate, 14,9 miliardi in un solo anno.

Col decreto collegato alla Legge di bilancio approvato dal Consiglio dei ministri, i contribuenti avranno un anno di tempo per sanare la loro situazione. Ma le loro pendenze col Fisco verranno alleggerite in maniera significativa: nessuno sconto sull’importo delle tasse accertate o delle multe, “quelle si pagano punto e basta” ha rimarcato ieri il premier; così come dovranno essere corrisposti gli interessi sui ritardati pagamenti e l’aggio. Di contro, però, non si dovranno più versare né le sanzioni amministrative, né gli interessi di mora. Due voci che più delle altre hanno un effetto moltiplicatore degli importi accertati sino al punto da far raddoppiare o triplicare le somme da versare.

Lo sconto verrà applicato a tutti i carichi pendenti con Equitalia al 31 dicembre 2015, compresi i debiti oggetto di rateizzazione in corso o anche decaduti. Con un’unica esclusione: le cartelle relative all’Iva. I contribuenti avranno un anno di tempo per beneficiare della rottamazione, scaduto questo termine si tornerà ai vecchi pesantissimi conteggi. E gli importi da versare torneranno a gonfiarsi a dismisura.

Un capitolo a parte, che sta provocando qualche grattacapo dalle parti del governo, merita il discorso relativo alle multe derivanti da violazioni del Codice della strada. Il meccanismo attuale prevede che la funzione di Equitalia sia esclusivamente quella di fare da tramite tra l’ente creditore e il contribuente che non abbia pagato le multe. Equitalia incassa le somme, trattiene le spese e l’aggio, e quindi riversa l’importo di tributi, sanzioni e interessi all’ente di competenza. Non tutti i Comuni, però, scelgono di utilizzare i servizi di Equitalia. Alcuni procedono autonomamente alla riscossione.

Per il governo si apre così una questione politica: inserire o meno anche le multe tra le cartelle che possono essere “scontate”? Se si decidesse di intervenire solo su quelle inviate da Equitalia, i comuni che hanno deciso per il fai-da-te non avrebbero nessun obbligo di tagliare sanzioni e interessi, mentre gli altri si vedrebbero ridotte le entrate “d’autorità”. La questione è ancora aperta, come ha dichiarato anche il ministro Padoan proprio perché “il problema è non invadere l’autonomia impositiva dei Comuni”. Un nodo destinato a sciogliersi nelle prossime ore.


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