Energia e ambiente, con un occhio all’Onu. Renzi in viaggio tra Messico e Usa

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Il premier italiano firmerà venerdì l’accordo Cop21. Ma al Palazzo di Vetro sosterrà anche la candidatura italiana per un seggio al Consiglio di sicurezza

Dopo il Consiglio dei ministri previsto per oggi, Matteo Renzi partirà per Città del Messico, dove domani incontrerà il presidente Enrique Pena Nieto. Giovedì e venerdì, invece, il premier si sposterà a New York. E lì, oltre agli impegni istituzionali, sarà occupato in una delicata ‘campagna elettorale’ per consentire al nostro Paese di ottenere un seggio non permanente nel Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Al centro della trasferta, ci sono soprattutto i temi energetici e ambientali, con i naturali risvolti anche sul piano economico. In Messico, infatti, Renzi sarà accompagnato dai vertici di alcune importanti aziende italiane. Proprio nel Paese centramericano, d’altra parte, Enel Green Power ha vinto recentemente una gara dal valore di oltre un miliardo, per la realizzazione di tre progetti per lo sviluppo dell’energia fotovoltaica.

A New York, invece, il premier italiano sarà impegnato ufficialmente giovedì nel Dibattito ad alto livello sugli obiettivi dello sviluppo sostenibile, mentre venerdì parteciperà alla firma ufficiale del documento frutto dell’accordo sul clima raggiunto alla conferenza Cop21 di Parigi.

Come detto, però, quella dei prossimi giorni sarà probabilmente l’ultima occasione per incontrare personalmente gran parte degli elettori che il prossimo 28 giugno voteranno i cinque nuovi membri del Consiglio di sicurezza Onu per il biennio 2017-2018. L’Italia aveva presentato la propria candidatura già nel 2009 e Renzi sin dall’inizio del proprio mandato ha puntato molto su questo obiettivo. I contatti sono già più che avviati e nuovi incontri bilaterali sono stati fissati da Renzi per i prossimi giorni per riuscire a superare la concorrenza di Svezia e Olanda (all’Europa spetta il seggio in questo momento occupato dalla Spagna).

Fra i tre Paesi, la corsa ai 129 voti necessari appare ancora molto combattuta. A favore dell’Italia può giocare soprattutto la centralità assunta a livello mondiale da questioni sulle quali il nostro Paese ha un ruolo di primo piano: sviluppo, immigrazione, lotta al terrorismo (contingente in Iraq, interlocutore fondamentale in Libia), ma anche ambiente, alimentare (dopo il successo di Expo), promozione dei diritti umani.

Nel governo, tra palazzo Chigi e la Farnesina, c’è una cauta fiducia sulle possibilità di successo, sostenute anche dall’impegno del capo dello Stato Sergio Mattarella nei suoi recenti viaggi all’estero, dagli Usa all’Africa. Nel fine settimana, al ritorno di Renzi da New York, i calcoli potranno essere aggiornati, anche se i numeri balleranno fino alla fine.

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