Emis Killa e quella canzone disgustosa che istiga alla violenza sulle donne

Donne
pnm4i02i_400x400

In Italia ogni tre giorni una donna viene uccisa e nell’80 per cento dei casi il colpevole è il suo partner, non è forse il caso di cominciare a parlare di femminicidio in maniera responsabile?

“Eri stata avvertita ricordi quegli scleri / Io te lo avevo detto avevo dei problemi seri / E ora hai paura perché tutti quei brutti pensieri / Da qualche giorno hanno iniziato a diventare veri / E adesso guido verso casa tua che vivi a Monza / Pieno di cattive idee dettate da un sbronza / Volevo abbassare le armi ora dovrò spararti / Non mi dire di calmarmi è tardi stronza / Fanculo il senso di colpa non ci saranno sbocchi / Voglio vedere la vita fuggire dai tuoi occhi / Io c’ho provato e tu mi hai detto no / E ora con quella tua testa ti ci strozzerò”.

Queste sono le parole con cui si conclude il brano Tre messaggi in segreteria di Emis Killa, presente all’interno del nuovo album “Terza stagione” che è stato presentato in questi giorni dal rapper milanese. E le donne sul web e in piazza sono rimaste tanto scosse da urlare il loro disappunto per una canzone che, francamente, è davvero esagerata.

Il rapper ha affermato di aver scritto questo brano con lo scopo di sollevare l’attenzione pubblica sul tema della violenza sulle donne. Tuttavia le modalità con cui ha scelto di parlare di un argomento tanto delicato, lasciano davvero senza parole. Lo spavaldo rapper, aveva ricevuto già in passato accuse di omofobia riguardo ai testi di alcuni suoi brani, tra cui quelli di Milano male(“I ricchioni che si fanno in strada e vorresti ammazzarli, froci“), Broken Dolls (“Si ficcasse l’arco in **** e diventasse frocio”) o Riempimi le tasche (“Sei un brutto frocio si sgama quando mangi il gelato col cono”).

 

Fermiamo la violenza sulle donne e chi la istiga”, è la frase su uno striscione per contestare Emis Killa in piazza San Babila. A entrare in azione è stato lo Spazio femminista RiMake, attivisti e attiviste hanno fatto irruzione nel corso dell’iniziativa a cui partecipava anche il rapper idolo delle adolescenti.

In Italia ogni tre giorni una donna viene uccisa e nell’ottanta per cento dei casi il colpevole del femminicidio è il suo partner. In più sono 6 milioni e 788mila le donne che, nell’arco della loro vita, subiscono un abuso fisico o sessuale, il che significa una donna su tre, non è forse il caso di cominciare a parlare di femminicidio in maniera responsabile?

Vedi anche

Altri articoli