Elvis Presley, 50 anni fa cominciava a cadere una stella

Musica
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Il 3 Dicembre 1965 esce il singolo “Blue River – Tell me Why”, istantanea di un periodo in cui è già iniziata la lenta decadenza del “King of Rock’n’Roll”

Sono passati esattamente 50 anni da questo singolo che fotografa Elvis in un momento della sua lunghissima parabola discendente. Metà anni ’60, la musica che il cantante ha contributo a cambiare sta andando da un’altra parte; oltreoceano, sospinta da quell’onda che i critici musicali chiamano British Invasion: un manipolo di band che suonano con il furore che il primo Elvis aveva trasmesso ad una generazione intera.

Ad agosto del 1965 abbiamo una delle testimonianze più famose che tracciano l’immagine inedita di un Elvis domestico; sono i Beatles a fornircela, che vanno a trovare il loro mito durante un tour americano. Elvis sta guardando la televisione e intanto strimpella un basso elettrificato; dopo alcuni convenevoli tra gli artisti cala il silenzio e l’atmosfera precipita in uno stallo imbarazzante; a quel punto Elvis, forse più autenticamente a disagio che non in maniera scherzosa, sbotta: “Se siete venuti fin qui per guardarmi in silenzio tutta la notte ditemelo subito che me ne vado a dormire”.

Più avanti Lennon avrebbe detto che negli occhi del cantante c’era “la paura di un animale in gabbia”: circondato da una numerosa corte, isolato in un castello senza contatti reali con il mondo esterno, il lento processo di alienazione di The King comincia inesorabilmente a fare il suo corso.

A fine anni ’50, Elvis ha già cambiato la storia della musica, ibridando il rhythm & blues con il country, e contribuendo ad inventare un nuovo genere musicale: il rock’n roll, che sarebbe diventato di lì a poco il credo di milioni di persone. Poi il servizio militare; due anni ai quali nemmeno lui riesce a sottrarsi e durante i quali succede l’irreparabile: muore la madre. La persona per la quale il futuro The King, allora camionista presso una ditta di impianti elettrici, fa una registrazione amatoriale: una trovata estemporanea per confezionare quella che avrebbe dovuto essere una sorpresa di compleanno, ma che in realtà si sarebbe rivelata la miccia della carriera più luminosa nella storia musicale contemporanea.

A fine anni sessanta Elvis sposa Priscilla, la sua compagna di sempre, ma intorno a lui continuano a serrarsi i ranghi della Memphis Mafia, una vera e propria legione di Yes Man, pronti ad ingraziarsi i favori della star accondiscendendo ad ogni sua richiesta; alla lunga questo ambiente si rivela esiziale per un individuo le cui condizioni mentali si stanno via via deteriorando; fino ad arrivare, una decina di anni dopo, ad uno stato di dipendenza terminale dalle droghe e dagli psicofarmaci.

Dicono che negli ultimi giorni Elvis andasse avanti con tamponi imbevuti di cocaina infilati su per il naso, consumando pasti ipercalorici per il fabbisogno giornaliero di un elefante: un attacco di cuore, fatale conseguenza dei suoi abusi, avrebbe di li a poco portato via l’uomo, senza però riuscire a scalfirne la stella.

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