Francia, ballottaggio Macron-Le Pen. Gollisti e socialisti: “Votate contro FN”

Francia
epa05924549 French presidential election candidate for the 'En Marche!' (Onwards!) political movement, Emmanuel Macron celebrates after the first round of the French presidential elections in Paris, France, 23 April 2017. Media reports that polling agencies projections place Le-Pen and centrist presidential candidate Emmanuel Macron in the lead positions for the vote. France will hold the second round of the presidential elections on 07 May 2017.  EPA/YOAN VALAT

Primo turno il 23 aprile, ballottaggio il 7 maggio

Il primo turno delle presidenziali francesi non regalano colpi di scena, promuovendo al ballottaggio di domenica 7 maggio Emmanuel Macron e Marine Le Pen. Il leader di En Marche! vince la sfida del primo turno, vincendola principalmente nelle grandi città e nell’Ovest della Francia. Marine Le Pen vince nella provincia francese, ma non riesce a sfondare nelle grandi città. Tiene il candidato gollista François Fillon, nonostante gli scandali. Ottima la prestazione del candidato della sinistra radicale Jean-Luc Mélenchon, che quando mancano circa il 30% dei voti è a solo un punto percentuale da Fillon. Male il Partito Socialista, che con Hamon conquista circa il 6%.

Per il secondo turno il favorito è Macron, non solo per il primo posto conquistato in questo primo turno, ma forte dell’appoggio di Fillon e Hamon. Secondo gli ultimi sondaggi il leader di En Marche! il 7 maggio dovrebbe conquistare il 62%. Nessun endorsement da parte di Mélenchon, che nel suo discorso ha invitato i suoi elettori a votare secondo coscienza.

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Ore 22.44 Un elettore di un distretto di Parigi ha infilato nell’urna una banconota da 50 euro, con sopra scritto a mano “per Penelope”, un chiaro riferimento alla moglie di Francois Fillon, finita al centro di un clamoroso scandalo. Lo riferisce Bfmtv.

Ore 22.32 Finisce il discorso di Emmanuel Macron, che sembra parlare già da Presidente della Repubblica francese.

Ore 22.20 Macron ai suoi sostenitori: “Cari compatrioti, oggi 23 aprile il popolo francese si è espresso. Mentre il Paese sta vivendo un periodo difficile, il popolo francese ha risposto nel modo migliore: andando a votare. E ha deciso di portarmi in testa a questo primo turno. Vorrei congratularmi con gli altri candidati di questo primo turno.Ringrazio Hamon e Fillon per aver chiesto di votare in mio favore al secondo turno. In un anno abbiamo cambiato il volto della politica francese. Non dimenticherò mai la volontà e l’energia che migliaia di voi hanno profuso. Il destino di tutti noi non è una bolla, ma è volontà. Non rinunciate mai, non dimenticate mai questi mesi in cui avete cambiato il nostro Paese, voglio andare oltre, voglio unire tutti i francesi. Ai milioni di francesi che mi hanno dato fiducia, voglio dire grazie. A nome vostro continuerò fino al secondo turno e porterò avanti l’esigenza di cambiamento per il nostro Paese e per l’Europa. Sarò il Presidente dei patrioti di fronte alla minaccia dei populisti. Costruirò una maggioranza di volti nuovi, non chiederò loro da dove vengono (da che partito politico ndr), ma se sono d’accordo con la nostra idea di cambiamento”.

Ore 22.09 Emmanuel Macron otterrebbe il 62% delle preferenze contro il 38% di Marine Le Pen nel secondo turno delle elezioni presidenziali francesi del 7 maggio: è quanto emerge da un sondaggio Ipsos/sopra Steria realizzato questa sera per France Info.

Ore 21.55 Mélenchon non ha chiesto ai suoi elettori di votare per Macron: “Quando sapremo i risultati definitivi li rispetteremo. Ognuno di voi sa cosa fare, io non ho ricevuto nessun mandato per dire a voi cosa fare. Tutti coloro che mi hanno votato dovranno scegliere cosa fare in futuro. Possiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo realizzato”.

Ore 21.31 Diverse centinaia di giovani antifascisti si sono radunati in Piazza della Bastiglia a Parigi per manifestare contro i risultati del primo turno delle presidenziali e la presenza al ballottaggio di Marine le Pen ed Emmanuel Macron. Le forze dell’ordine hanno caricato i manifestanti che avevano preso posizione sui gradini dell’Opéra Bastille, gettando pietre e bottiglie contro le forze dell’ordine, che a loro volta hanno fatto ricorso a proiettili di gomma e gas lacrimogeni. Tre persone sono state fermate, riferisce la prefettura. I movimenti antifascisti hanno organizzato una “notte delle barricate” contro i risultati del primo turno.

Ore 21.17 Anche l’ ex premier di centrodestra Jean-Pierre Raffarin, oltre a Alain Juppe, si è schierato a favore di Emmanuel Macron contro Marine Le Pen per il secondo turno delle elezioni presidenziali francesi del 7 maggio. Anche l’ex premier socialista, Manuel Valls, ha confermato il suo appoggio al candidato di En Marche.

Ore 21.09 Marine Le Pen: “Mi avete portata al secondo turno delle presidenziali, vi ringrazio amici e compatrioti. Da ora in poi avrò il compito di difendere la patria francese. I francesi devono cogliere questa opportunità di fermare questa globalizzazione selvaggia. Scegliete la Francia con le nostre frontiere alzate. E’ il momento di liberare i francesi dalle elite, io sono la candidata del popolo”.

Ore 20.44 François Fillon: “Le condizioni non sono state favorevoli, e primo o poi sarà detta la verità su queste presidenziali. Ma questa sconfitta è la mia sconfitta. L’estremismo non fa bene alla Francia, per questo voterò e vi invito a votare per Emmanuel Macron”.

Ore 20.41 Francois Baroin, uno dei più fedeli sostenitori di François Fillon parla di “terremoto” e annuncia che “a titolo personale” si schiererà con Emmanuel Macron (En Marche!) nel secondo turno contro Marine Le Pen (Front National). “I Repubblicani – ha aggiunto – faranno sbarramento al Front National”.

Ore 20.32 Emmanuel Macron al 24%, Marine Le Pen al 21,8%, François Fillon al 19,9%, Jean-Luc Melenchon al 19,3%. Sono queste le seconde proiezioni di BfmTv sul primo turno delle presidenziali francesi.

Ore 20.30 Con lo scrutinio al 21,5% Marine Le Pen è in testa con il 25,4%, segue Emmanuel Macron con il 20,8%. Poi François Fillon con il 19,0% e Jean-Luc Mélenchon con il 18,3%. Ancora non pervenuti i primi dati delle grandi città.

Ore 20.24 Emmanuel Macron, che va al ballottaggio del 7 maggio in vista delle presidenziali francesi, parlerà tra le 21.00 e le 21.30 a Porte de Versailles ai circa 3mila militanti del suo movimento En Marche! che lo stanno aspettando.

Ore 20.21 Emmanuel Macron “porta ormai i colori di tutti i democratici e degli europeisti. Non gli deve mancare alcun voto, avrà il mio”. Lo scrive su twitter il commissario europeo agli Affari economici e monetari Pierre Moscovici, in una prima reazione ai risultati del primo turno delle presidenziali francesi.

Ore 20.15 Hamon riconosce la sconfitta e chiede ai suoi elettori di votare per Macron al ballottaggio anche “se non è di sinistra”.

Ore 20.10  Secondo le proiezione di Kantar Sofres Onepoint per Le Figaro, Emmanuel Macron e Marine Le Pen sarebbero a un testa a testa, entrambi al 23% dei voti. François Fillon e Jean-Luc Mélenchon si fermano al 19%. Staccato, al quinto posto, il socialista Benoît Hamon, fermo al 7%, mentre Nicolas Dupont-Aignan ottiene il 5%.

Ore 20.01 Secondo le prime stime di Elabe per Bfm-Tv: Emmanuel Macron 23,7%, Marine Le Pen 22%, François Fillon 19,5%, Jean-Luc Mélenchon 19,5%, Benoit Hamon 6,5%.

Ore 20.00 Chiusi i seggi anche nelle grandi città.

Ore 19.58  “Attenzione ai falsi sms con stime dei risultati che arrivano dal ministro dell’Interno. Il ministro dell’Interno non invia sms”. Lo ha scritto lo stesso ministero di Parigi, che raccoglie e comunica i risultati delle elezioni presidenziali, sul suo profilo Twitter, mettendo in guardia da messaggi inviati falsamente a suo nome. Fino alle 20, quando chiudono gli ultimi seggi, i media locali non sono autorizzati inoltre a diffondere stime di voto.

Ore 19.51  Sondaggi di media belgi e svizzeri danno la vittoria al primo turno e il passaggio al ballottaggio al riformista di centro Emmanuel Macron con il 24% dei voti. Combattuta la gara per i secondo posto, la maggioranza dei siti indica una battaglia tra la leader dell’estrema destra Marine Le Pen e il repubblicano gollista Francois Fillon. Ma il giornale svizzero 20Minutes vede il candidato dell’estrema sinistra Jean-Luc Melenchon in lizza con la Le Pen.

19.48 I quattro candidati favoriti al primo turno delle presidenziali francesi attendono i risultati ciascuno nel proprio quartier generale: Marine Le Pen a Hénin-Beaumont (nord della Francia), Jean-Luc Mélenchon in un bar del X arrondissement di Parigi, François Fillon nel suo QG del XV arrondissement, Emmanuel Macron a Rue de l’Abbé-Groult nel XV arrondissement.

19.40  I media francesi, in particolare quelli di sinistra, prendono poco sul serio i sondaggi diffusi questo pomeriggio dalla televisione belga Rtbf sull’esito delle presidenziali. E ironizzano sull’affidabilità delle cifre. Il quotidiano della gauche, Liberation, dedica un articolo sarcastico alle previsioni diffuse dalla tv belga e titola: “Il sondaggio di metà giornata della Rtbf: lo scherzo dei belgi continua”. Nel pezzo, Liberation accusa di avere citato un istituto di sondaggi che in realtà non ha mai effettuato alcuna rilevazione dopo il voto, ovvero Opinion way. Il direttore generale dell’istituto di sondaggi, contattato dal quotidiano, dice che si tratta “di un sondaggio bidone o di una fake news”. E lo stesso istituto, nel pomeriggio, ha pubblicato un tweet precisando di non avere mai pubblicato alcuna inchiesta. Anche Le Monde riserva lo stesso trattamento al sondaggio belga, con meno veleno e più savoir faire. A un lettore che, nella diretta web che il quotidiano dedica alle presidenziali, chiede se siano veritieri i sondaggi resi noti da Rtbf, il Monde risponde che “fino alle ore 20 nessun dato ha alcuna credibilità” e ricorda al lettore che quest’anno, considerato che i seggi chiuderanno un’ora più tardi rispetto al’ultima tornata, è possibile che nemmeno alle 20 si possa avere un quadro certo della situazione.

19.25 Diversamente dalle ultime occasioni, stasera allo scoccare delle 20 – fine della giornata elettorale del primo turno delle presidenziali – non ci saranno exit-poll ma soltanto proiezioni a partire da alcuni campioni di elettori che hanno votato in comuni dove i seggi hanno chiuso alle 19. L’Authority dei sondaggi ha ottenuto dai 9 principali istituti (BVA, Elabe, Harris Interactive, Ifop, Ipsos, Kantar, Odoxa, Opinionway e Viavoice) l’accordo a non effettuare exit poll.

Ore 19.20 I sostenitori di Emmanuel Macron, candidato alla presidenziali del movimento En marche!’ cominciano a farsi sentire nella sala del Palais des Expositions della Porte de Versailles di Parigi: sono più di 3000, di cui oltre 100 volontari, che sono stati sottoposti ad accurati controlli prima di entrare. I militanti hanno cominciato a riempire la sala dalle ore 17, quando è stata aperta al pubblico. Fuori è stata allestita una fan zone per chi non riuscirà ad entrare. Aria festosa e rilassata tra la gente, molti i giovani che hanno cominciato anche a scandire cori di incitamento a Macron. Sono stati distribuiti kit con magliette colorate con la scritta ‘Macron pre’sident’, per distinguerle da quelle bianche dei volontari e poi spille e bandiere della Francia e dell’Europa.

Ore 19.15 Secondo gli ultimi sondaggi citati dall’emittente pubblica belga Rtbf Emmanuel Macron è in testa al primo turno delle presidenziali con il 26%, seguito da Marine Le Pen con il 23%, Melechon con il 21% e Fillon, solo quarto, con il 17%. La stessa emittente invita alla cautela nel valutare queste cifre poiché le urne sono ancora aperte.

Ore 19.10 “Spero, penso e credo che Macron vada al ballottaggio e se fossi francese lo voterei”, dice Matteo Renzi a proposito del voto in Francia, nel corso del Matteo Renzi “live” con i giovani di Pontassieve.

Ore 19.00 Si sono chiuse le urne in tutta la Francia per questo primo turno delle elezioni presidenziali. In alcune grandi città e a Parigi si potrà votare fino alle 20, orario in cui saranno diffusi i primi exit poll.

Ore 18.40 Secondo una stima dell’istituto Elabe per la Bfmtv, l’affluenza dovrebbe aggirarsi intorno all’80%

Ore 18.25 Oltre alla minaccia terroristica durante il voto, i servizi segreti francesi temono anche scontri alla diffusione delle prime informazioni sui risultati delle elezioni. In particolare – scrive il sito di Le Figaro – nel caso di una vittoria al primo turno di Marine Le Pen o Jean-Luc Mélenchon.

Ore 18.05 Nuovi exit poll citati dalla tv pubblica belga Rtbf confermano che Emmanuel Macron sarebbe in testa alle presidenziali francesi, ma l’emittente non dà percentuali. Cambia invece, rispetto ai numeri precedenti, lo scenario per il secondo posto: Marine Le Pen, Francois Fillon e Jean-Luc Me’lenchon sarebbero su percentuali quasi identiche. La Rtbf precisa che sono indicazioni da prendere con la massima prudenza, trattandosi di stime realizzate con le urne ancora aperte.

Ore 17.45 Il leader dell’estrema sinistra francese, Jean-Luc Melenchon, è in testa nei risultati del voto per il primo turno delle presidenziali nei territori francesi d’oltremare; segue il riformista di centro Emmanuel Macron. Questi sono i risultati definitivi anticipati dalla televisione belga RTBF, che rende noto anche un exit poll a urne ancora aperte che assegna il 24% a Macron, il 22 alla candidata dell’estrema destra Marine Le Pen, il 20,5% al repubblicano gollista Francois Fillon e il 18% a Melenchon. Il candidato dell’estrema sinistra vince in Martinica, Guyana e nelle isole atlantiche al largo del Canada di St-Pierre e Miquelon. Macron risulta primo nell’isola di Guadalupa.

Ore 17.13 L’affluenza al voto per il primo turno delle presidenziali francesi è in calo di un punto percentuale alle 17 rispetto al 2012: il 69,42% invece del 70,59%.

Ore 14.36 Alle 13 Marine Le Pen era la candidata più citata sui social network: è quanto emerge dallo strumento Visibrain che analizza le tendenze della rete.

Ore 14.28 Sono un milione e 300mila i francesi iscritti nelle liste di voto all’estero. Dove, nei seggi allestiti in ambasciate e consolati, è assente il manifesto di Marine Le Pen. La ragione la spiega il Ministero degli Esteri. “I manifesti sono fatti stampare dai candidati, che dovevano consegnare il materiale presso la Commissione elettorale entro un termine ultimo”, in questo caso il 10 aprile. “Solo 10 candidati – prosegue il Ministero – hanno depositato i loro manifesti in Commissione entro i termini stabiliti. I loro manifesti figurano nei pannelli montati all’interno dei seggi”. Manca, appunto, quello di Marine Le Pen, il cui spazio corrispondente “resterà dunque vuoto”, conclude il Ministero.

14.10 Dopo le lunghe code di ieri in Canada, anche oggi i francesi che vivono all’estero sono in fila da ore per poter esprimere il proprio voto per il primo turno delle presidenziali. In particolare a Londra. Secondo quanto scrivono molti elettori sui social network, postando le foto dell’attesa, e come testimoniano i tweet di molti francesi all’estero, l’attesa media va dalle due alle tre ore. A Londra ci sono due seggi per i 200.000 residenti, secondo il consolato, scrive Le Figaro. “Mi appresto a votare a Londra, dopo più di due ore e mezzo di fila… Inaccettabile! Tutti sono furiosi per l’organizzazione pietosa”, segnala un utente a Le Monde.

ore 13.23 I cittadini francesi residenti in Israele si sono mobilitati oggi per partecipare alle elezioni presidenziali. Lunghe code si sono formate nei pressi delle 14 urne elettorali, istituite nelle principali città fra cui Tel Aviv, Haifa, Eilat nonchè Natanya ed Ashdod

ore 12.44 Le operazioni di voto, che erano state interrotte a causa di un’auto abbandonata davanti a un seggio di Besançon, sono riprese

ore 12.30 Il candidato della sinistra radicale alle presidenziali francesi, Jean-Luc Mélenchon, ha votato nel X arrondissement di Parigi, insieme ai principali collaboratori della sua campagna elettorale. Sorridente, Mélenchon è apparso rilassato. Seguirà il resto della giornata elettorale da casa sua, poco distante da dove ha votato, e in serata sarà in un ristorante vicino, nel cuore della capitale. Mélenchon è stato l’ultimo degli 11 pretendenti alla presidenza in lizza al primo turno ad essersi recato al seggio.

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ore 12.28 Il seggio di Besancon, nel dipartimento orientale di Doubs, è stato evacuato e chiuso per due ore a causa della presenza di un veicolo sospetto. Lo riferisce BFMTV, spiegando che intorno alle 9:30 due persone hanno abbandonato un’auto dopo aver urtato un edificio e sono scappate. Successivamente la polizia ha scoperto che si trattava la vettura aveva targhe false e risultava rubata. Secondo le informazioni in possesso dell’emittente, all’interno sarebbe stato trovato un fucile da caccia. Ma la minaccia terroristica e’ stata esclusa dal sindaco della citta’, Jean-Louis Fousseret, e il seggio riaperto alle 11:30

ore 12.09 L’affluenza alle urne nel primo turno delle elezioni presidenziali francesi è stabile, secondo il ministero dell’Interno che ha diffuso i primi dati. Alle 12:00 ha votato il 28,54%, percentuale leggermente in rialzo rispetto al 2012 quando a mezzogiorno aveva votato il 28,29% degli aventi diritto.

ore 11.50  Forte appello contro l’astensionismo in Francia: sul Journal du Dimanche personalità come Carla Bruni-Sarkozy (cantante), Christine Lagarde (direttrice del Fmi), Jean d’Ormesson (scrittore), Laurence Parisot (ex presidente del Medef, la Confindustria francese) si rivolgono ai connazionali affinchè oggi si rechino in massa alle urne. “Votez!”, “Votate!”, è scritto a caratteri cubitali nella prima pagina del Jdd che pubblica l’appello, davanti ai rischi di un’astensione record.

ore 11.08 La candidata alle presidenziali francesi Marine Le Pen ha votato a Henin Beaumont, feudo nel nord della Francia dove è partita la sua carriera politica. La leader del Front National è poi andata via senza rilasciare dichiarazioni.

ore 11.00  Emmanuel Macron ha votato a Touquet per il primo turno delle presidenziali francesi. Il candidato del movimento “En Marche!”, tra i favoriti per andare al ballottaggio, ha imbucato la sua scheda intorno alle 10:35, secondo Le Figaro.

French presidential election candidate for the En Marche ! movement Emmanuel Macron (4th L) casts his ballot next to his wife Brigitte Trogneux (5th L) at a polling station in Le Touquet, northern France, on April 23, 2017, during the first round of the Presidential election. / AFP PHOTO / POOL / Eric FEFERBERG

ore 10.46 Un gruppo di Femen ha protestato davanti l’abitazione di Emmanuel Macron, mentre il candidato alle presidenziali francesi usciva per andare a votare nel seggio di Le Touquet, nel nord della Francia.

ore 10.15 Il primo ministro francese Bernard Cazeneuve nel comune di Cherbourg-Octeville dove ha occupato il ruolo di sindaco per il primo turno delle presidenziali.

ore 10.11 Il presidente francese uscente François Hollande si è recato al suo seggio a Tulle e ha votato per il primo turno delle presidenziali, scrive Le Figaro nella sua diretta sulle elezioni. Il presidente non resterà a lungo nel dipartimento di Corrèze, nella regione Aquitania-Limosino-Poitou-Charentes, ma rientrerà a breve direttamente a Parigi. “Siamo stati messi a dura prova nell’ultimo periodo, ma siamo pronti alle presidenziali e alle legislative. Questo è il messaggio che possiamo dare; la democrazia è più forte di tutto”.

ore 10.09 Il candidato della sinistra francese alle presidenziali Benoît Hamon ha votato alle 10:00 a Trappes, nel dipartimento di Yvelines. Lo scrive il quotidiano Le Figaro nella sua diretta sul primo turno delle elezioni.

ore 10.00 Il primo turno delle elezioni francesi “potrebbe aprire un periodo di turbolenza sui mercati che durerà almeno fino al 7 maggio (data del secondo turno), se non oltre”. Lo sottolinea Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm.

ore 8.00 I seggi per le votazioni sono aperti e lo rimaranno fino alle 19, i primi risultati sono attesi dopo le 20.


Il conto alla rovescia per le elezioni francesi è terminato. Oggi si vota per il primo turno e se nessuno degli 11 candidati raggiungerà il 50 per cento più 1 dei voti validi (cosa praticamente impossibile), il prossimo 7 maggio si terrà un secondo turno tra i due contendenti più votati.

La lunga campagna elettorale, segnata inizialmente dalle primarie dei socialisti e dei repubblicani, è stata movimentata e caratterizzata da un sali-scendi di percentuali, di sondaggi che si sono rincorsi, di colpi di scena, scandali e una fluidità politica senza precedenti. Uno scenario in cui si inserisce l’incubo terrorismo che alla vigilia del voto potrebbe cambiare ulteriormente il quadro.

Basti pensare che quelle del 2017 potrebbero essere ricordate come le prime elezioni senza neppure un candidato della sinistra socialista o della destra gollista che riesca ad arrivare al ballottaggio da 35 anni a questa parte.

Della selva di 11 candidati presidenti, sono cinque quelli che, secondo i sondaggi, hanno concrete possibilità di raggiungere percentuali significative.


I candidati principali

epa05888777 French presidential candidate left-wing French Socialist (PS) party Benoit Hamon attends a debate organized by French private TV channels BFM TV and CNews, between the eleven candidates for the French presidential election, in La Plaine-Saint-Denis, France, 04 April 2017. The French presidential election is scheduled for 23 April and 07 May 2017.  EPA/LIONEL BONAVENTURE / POOL MAXPPP OUT

– Partiamo da quello unanimemente considerato il più debole dei cinque, il socialista Benoit Hamon, il vincitore (a sorpresa) delle primarie dello scorso novembre. Il Psf, al governo dal 2012 quando riuscì a far eleggere il suo candidato François Hollande, rischia oggi di ottenere uno dei risultati peggiori di sempre, al di sotto addirittura del 10% al primo turno. Da una parte il peso dell’eredità di uno dei governi con il più basso gradimento politico mai registrato, dall’altra l’incapacità di Hamon – nonostante un inizio di campagna promettente – sono considerate le cause principali della crisi dei socialisti. Tanto che l’ala moderata del partito (tra cui Manuel Valls, lo sconfitto illustre delle primarie) si è gradualmente spostata verso Macron e molti elettori di sinistra si sono avvicinati al più radicale Mélenchon.

epa05911378 Jean-Luc Melenchon, candidate for the far-left coalition La France Insoumise ('Indomitable France'), delivers a speech during a campaign rally in La Prairie des Filtres in Toulouse, France, 16 April 2017.  France holds the first round of the 2017 presidential elections on 23 April 2017.  EPA/Frederic Scheiber

– La vera sorpresa di questa campagna elettorale sembra essere proprio Jean-Luc Mélenchon, “campione” dell’estrema sinistra con un passato nelle fila del Psf, abbandonato nel 2008 per divergenze con Ségolène Royal. E’ proprio nel 2008 che fonda il nuovo Partito della Sinistra e nel 2009 viene eletto all’Europarlamento, carica che attualmente ancora ricopre. Si era già candidato alle presidenziali del 2012, ottenendo l’11,1% delle preferenze. Il risultato che si profila quest’anno, se verranno confermati i sondaggi, decisamente più ragguardevole. Nelle ultime settimane le sue quotazioni hanno subito un’improvvisa accelerata – complici le buone performance televisive, i comizi super-affollati e una proposta politica decisamente radicale sia in materia economiche che sociali – tanto che diverse rilevazioni lo danno ormai stabilmente intorno al 20%, a giocarsi la sua France insoumise (Francia ribelle) la terza piazza con Fillon e ad insidiare le prime due posizioni a Macron e la Le Pen.

epa05912605 French presidential election candidate from the centrist 'En Marche!' (Onward!) political party, Emmanuel Macron delivers a speech during his political campaign rally at the AccorHotels Arena, in Paris, France, 17 April 2017. France holds the first round of the 2017 presidential elections on 23 April 2017.  EPA/YOAN VALAT

– Pur nell’incertezza generale che accompagna questa campagna elettorale, un favorito c’è e porta il nome di Emmanuel Macron. Ex ministro dell’Economia tra il 2014 e il 2016 con il governo Valls, 39 anni, Macron ha lasciato il Partito socialista per fondare En Marche! (In cammino!) il suo movimento che viene considerato “di centro” perché pesca sia dalla tradizione di sinistra in termini di diritti e da quella liberale di destra in termini di politiche economiche. Strenuo sostenitore dell’Unione Europea, è il candidato che ha giovato maggiormente degli scandali che hanno colpito il candidato gollista Fillon (dato inizialmente per vincitore designato delle elezioni). Ha registrato una crescita repentina dei consensi, tanto da diventare il principale candidato a contendere la prima posizione al primo turno a Marine Le Pen. Ha ottenuto nelle ultime settimane importanti sostegni politici, su tutti quello dell’ex primo ministro Valls e di François Bayrou, leader del partito di centro Modem, già candidato tre volte alle presidenziali

epa05908134 French presidential election candidate for Les Republicains (LR) party Francois Fillon delivers a speech during his campaign rally in Montpellier, France, 14 April 2017. France holds the first round of the 2017 presidential elections on 23 April 2017.  EPA/SEBASTIEN NOGIER

– Il vero “deluso” di questa campagna elettorale è sicuramente François Fillon, candidato del principale partito di centrodestra che alle primarie ha sbaragliato la concorrenza, tra gli altri, di Alain Juppé e dell’ex presidente Nicolas Sarkozy. Esponente dell’ala destra dei Républicains, veniva considerato il migliore antidoto all’avanza dell’estrema droit di Marine Le Pen, proprio per le sue posizioni estremamente conservatrici su temi chiave come immigrazione, sicurezza e diritti civili. A segnare negativamente la sua campagna elettorale è stato lo scandalo legato al compenso che per anni ha garantito alla moglie Pénélope per il ruolo di assistente parlamentare da lei di fatto mai svolto. Il fatto ha avuto una presa enorme sull’opinione pubblica, tanto che in molti hanno chiesto (inutilmente) a Fillon di fare un passo indietro a favore di Juppé. L’ex primo ministro e tutto il fronte gollista rischiano di pagare cara questa scelta in termini elettorali.

epa05912869 Marine Le Pen, French National Front (FN) political party leader and candidate for French 2017 presidential election, delivers a speech during an election campaign rally in Paris, France, 17 April 2017. France holds the first round of the 2017 presidential elections on 23 April 2017.  EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON

– Chiudiamo il giro dei cinque candidati principali con Marine Le Pen. La leader del movimento anti-sistema, anti-euro e anti-immigrazione ha concrete possibilità di raggiungere il ballottaggio, quattordici anni dopo il padre Jean-Marie, largamente sconfitto poi da Jacques Chirac. La figlia del fondatore del Front National è l’unica a cui i sondaggi hanno sempre attribuito una delle prime due posizioni necessarie per accedere al secondo turno, anche se le sue quotazioni sono andate via via calando nel corso delle ultime settimane. Il suo programma, ça va sans dire, si connota come estremamente nazionalista (la versione francese dell’America First trumpiana) ed euroscettico, tanto che una sua eventuale vittoria viene considerata un rischio per l’intera Unione Europea. Anche la sua campagna, però, non è stata immune da scandali: il Parlamento europeo le ha revocato l’immunità perché nel 2015 aveva twittato immagini di violenze commesse dall’ISIS ed è accusata sempre dal Parlamento europeo di aver assunto una persona per occuparsi della sua attività, mentre in realtà faceva altro. Ora l’attentato sugli Champs Elysées potrebbe trasformarsi in un grande spot per Marine Le Pen che ha incentrato tutta la campagna sulla lotta al terrorismo e la chiusura delle frontiere arrivando persino a sostenere che con lei al governo non ci sarebbero stati attentati e non ce ne saranno di nuovi.


I sondaggi

Come detto, i cinque candidati sopra citati sono quelli con più possibilità di ottenere percentuali rilevanti. Non ce ne vogliano gli altri sei, dunque, se nell’analisi dei sondaggi sull’esito del primo turno non ci occuperemo di loro.

Come abbiamo in parte accennato nella presentazione dei candidati, il quadro è estremamente fluido e incerto, anche se tutte le rilevazioni che stanno circolando in questi giorni stanno fotografando la seguente situazione: testa a testa tra Macron e Le Pen per la prima e la seconda posizione, testa a testa, poco più indietro, tra Fillon e Mélenchon per la terza e quarta piazza, Hamon staccato di circa 10 punti da quarto e ormai certo della sua (inutile) quinta posizione. L’unico sondaggio realizzato dopo l’attentato degli Champs-Elysées sembra confermare questa situazione, con Macron che rimane in testa, Marine Le Pen che guadagna su Fillon e Mélenchon leggermente in calo.

La sensazione è che a decidere chi accederà al ballottaggio saranno gli indecisi: un francese su sei non ha ancora dice se e chi votare, sempre un francese su sei ha cambiato più volte idea su chi votare nell’ultimo mese. Si calcola che il tasso di astensionismo possa arrivare al 25-30%.

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E’ chiaro che, davanti a uno scenario del genere, può succedere ancora di tutto. La percentuale di indecisi è decisamente alta e, con distacchi così limitati nei sondaggi, gli ultimi giorni saranno decisivi per capire chi accederà al ballottaggio del 7 maggio.

Apparentemente diversa e ben più delineata, sembra essere la situazione al secondo turno.

ballottaggi-generale Sempre a giudicare dai sondaggi, si osserva come Macron sia praticamente certo della vittoria qualunque sia il suo sfidante, mentre per la Le Pen sarebbe sconfitta sicura sia nel caso in cui se la debba vedere con il leader di En Marche!, con Fillon o con Mélenchon. Fillon vincerebbe diventerebbe presidente solo se al ballottaggio se le dovesse vedere con la Le Pen, mentre Mélenchon avrebbe la meglio sul candidato gollista e sulla leader del Front National. A giudicare da questi numeri e da quelli proposti in precedenza, verrebbe da dire che per Macron il vero scoglio da superare è il primo turno, mentre al secondo avrebbe vita più facile.

Questa la suddivisione regionale secondo gli ultimi sondaggi. Il blu scuro rappresenta Marine Le Pen, il grigio Emmanuel Macron, il rosso Jean-Luc Mélenchon e il blu chiaro François Fillon.

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Elezioni, informazioni per l’uso

Sono chiamati al voto 45,67 milioni di elettori iscritti sul territorio nazionale e 1,3 milioni di francesi residenti all’estero.

Sia per il primo turno del 23 aprile che per il secondo turno del 7 maggio, nella maggior parte del territorio francese le urne apriranno alle ore 8 e chiuderanno alle ore 19, ma in alcune città, tra cui Parigi, i seggi rimarranno aperti fino alle 20.

A causa del fuso orario, la data delle elezioni Francia 2017 cambia per gli elettori di alcuni Territori d’Oltremare (Polinesia francese, Guadalupa, Martinica, Guyana, Saint Pierre e Miquelon, Saint-Barthélemy e San Martin), che andranno a votare sabato 22 aprile e sabato 6 maggio 2017 rispettivamente per il primo e il secondo turno delle votazioni. A

Anche la data per le elezioni legislative sono già state stabilite: avranno luogo in seguito alla elezioni Francia 2017, l’11 e il 18 giugno 2017. Le votazioni per il Senato si terranno il 24 settembre 2017.

I primi risultati cominceranno ad arrivare intorno alle 20 anche se saranno molto parziali. Pare che le tv francesi che, normalmente per quell’ora danno il nome dei due vincitori, quest’anno ne daranno tre perché “to close to call”. Per avere un quadro credibile e definitivo dovremo attendere almeno la mezzanotte.


 

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