Elezioni in Turchia. Erdogan trionfa, incidenti con i curdi

Mondo
epa05006452 Supporters of Justice and Development Party (AKP) hold picture of Turkish President Recep Tayyip Erdogan (R) as they celebrate after hearing the early results of the general elections in front of the party's office in Istanbul, Turkey, 01 November 2015. Early results in Turkey's general elections on 01 November showed the Justice and Development Party (AKP) on track to receive enough seats to form a single party government. The results exceeded pollsters' expectations and would be a huge boost for President Recep Tayyip Erdogan, the AKP founder, who called the snap election and is looking to consolidate his power.  EPA/DENIZ TOPRAK

Il presidente turco: “Il voto è un messaggio al Pkk. Violenze e carneficine non possono coesistere con democrazia e rispetto delle leggi”.

A 61 anni, dopo averne passati già 12 alla guida della Turchia, Recep Tayyip Erdogan promette di restarci ancora a lungo: aver perso a giugno la maggioranza assoluta lo ha sempre considerato come un incidente di percorso da correggere.

Così in soli cinque mesi dalle elezioni turche del 7 giugno, il Partito giustizia e sviluppo (Akp) ha vinto le votazioni anticipato di oggi con il 49,4 per cento delle preferenza. Un risultato  che garantisce infatti al partito dell’attuale premier Ahmet Davutoglu 315 seggi su 550, numeri che potrebbero consentire il cambiamento della costituzione dal sistema parlamentare a quello presidenziale voluto dall’attuale capo dello Stato e storico ex leader dell’Akp, Recep Tayyip Erdogan. Per un cambiamento della costituzione il partito aveva bisogno di 367 seggi, ma con 330 sarebbe sufficiente per indire un referendum e alcuni membri di altri partiti potrebbero appoggiare le riforme di Erdogan.

Rispetto alle elezioni del 7 giugno l’Akp ha guadagnato quasi 10 punti percentuali. Il Partito del movimento nazionalista (Mhp) è passato dal 16,20 per cento all’attuale 11,94 per cento. Il Partito democratico dei popoli (Hdp) ha perso 3 punti percentuali rispetto allo storico 13,12 per cento di giugno, fermandosi al 10,68. In crescita di circa l’1 per cento e’ invece il Partito repubblicano (Chp) passato dal 24,95 per cento al 25,41. L’Hdp ha guadagnato 61 seggi, mentre l’Hdp, quarta forza parlamentare, ne ha ottenuti 41.

Un voto, ha detto Erdogan che dimostra come la nazione abbia scelto di proteggere il clima di stabilità e fiducia. In una dichiarazione, diffusa singolarmente via email, Erdogan ha anche sottolineato che il messaggio più importante di questo voto è’ rivolto al Pkk: “Le violenze, le minacce e le carneficine non possono coesistere con la democrazia ed il rispetto della legge”.

Secondo Demirtas,  leader dell’Hdp, il partito non è riuscito a fare alcuna campagna elettorale, sottolineando che in questi mesi e’ stato soprattutto impegnato a salvare la popolazione curda dai massacri. “L’ 11 per cento dei voti, non è il risultato di una campagna elettorale corretta. Il leader dell’Hdp ha sottolineato che se le politiche “sanguinose” attuate in questi mesi avessero colpito un’altra parte politica, gli autori sarebbero stati completamente esclusi dalle elezioni e dall’attività politica. Il leader del partito filo-curdo ha ringraziato gli elettori per aver affrontato le votazioni nonostante il clima di tensione, sottolineando che l’Hdp continuerà a lavorare per il futuro della Turchia.

Intanto nel sudest della Turchia, a Diyarbakir, sono scoppiati scontri: le forze di sicurezza hanno lanciato lacrimogeni contro i manifestanti che protestavano contro i risultati, dal momento che il partito filocurda di sinistra Hdp ha perso consensi rispetto a giugno rischiando di rimanere fuori dal Parlamento.

Vedi anche

Altri articoli