Elefantino del Bernini, la Procura di Roma avvia un’indagine per danneggiamento (Video)

Arte
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I vandali hanno agito indisturbati tranciando l’estremità di una delle zanne della statua dell’elefante che sorregge l’obelisco della Minerva . La procura ha avviato un’indagine per trovare chi ha deturpato l’importante monumento, legato a un curioso aneddoto che coinvolge la Chiesa e il Bernini

Il cosiddetto “pulcin della Minerva”, nome che i romani avevano dato all’Elefantino di Gian Lorenzo Bernini che regge sul dorso l’obelisco situato in piazza della Minerva, in prossimità del Pantheon, è stato sfregiato in maniera irreparabile. L’opera dei vandali, che hanno letteralmente staccato la punta di una delle due zanne della statua, è irreversibile: l’ennesimo atto di sfregio al patrimonio artistico nostrano che ha portato la Procura di Roma ad avviare un’indagine per rintracciare i colpevoli.

Il fattaccio è avvenuto nella notte tra il 13  ed il 14 novembre; l’intervento delle forze dell’ordine e dei tecnici della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Roma ha permesso di recuperare il pezzo staccato dalla statua, ma non c’è stato modo di sorprendere gli autori del misfatto, che hanno agito indisturbati per poi far perdere le loro tracce. È probabile che le telecamere disposte al controllo della piazza riescano a far luce sull’identità dei vandali.

Rinvenuto nel 1665 nel giardino del convento domenicano davanti alla chiesa medievale di Santa Maria sopra Minerva, l’obelisco di circa 5 metri e mezzo risale all’epoca classica ed è una delle tante guglie egizie che adornavano un vasto luogo di culto dedicato alle dee Iside e Serapide, detto Iseum e collocato nei pressi dell’attuale chiesa. L’obelisco fu fatto erigere dal Bernini l’11 Luglio 1667 per volontà di Papa Alessandro VII; lo scultore creò la figura dell’elefante ispirandosi a un romanzo del XV secolo, Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna. A questo punto nacque una disputa tra il Bernini e il prete domenicano Domenico Paglia, sull’opportunità, invisa allo scultore, che la statua dell’elefante poggiasse su di un ulteriore sostegno di pietra. A risolvere la controversia ci pensò il papa stesso, che ordinò la costruzione del suddetto supporto; questo fatto spinse il Bernini a una personale vendetta: ordinò infatti al suo allievo Ercole Ferrara, che avrebbe scolpito l’elefante, di fare in modo che l’animale avesse le terga scoperte posizionate in direzione del convento dei domenicani.

In questo video girato dall’Agenzia Televisiva Nazionale Vista è possibile apprezzare l’entità del danno provocato al monumento.

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