Rilasciato Cheffou, l’uomo con il cappello resta un mistero

Terrorismo
Una foto combo mostra Faysal Cheffou (S) e il terzo presunto attentatore, l'uomo col cappello.
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Uno degli attentatori della metropolitana di Bruxelles sarebbe passato dall’Italia

Non sarebbe Fayçal Cheffou il terzo componente del commando di terroristi che ha scatenato l’attentato all’aeroporto di Bruxelles. La procura della capitale belga ha rilasciato il reporter che era stato arresto giovedì scorso: il tassista che accompagnò gli attentatorilo aveva riconosciuto come l’uomo con il cappello ritratto nelle immagini girate dalle telecamere di sorveglianza di Zaventem e oggi pubblicate in un video, per favorire la collaborazione di altri eventuali testimoni. “Gli indizi che avevano portato all’arresto – spiega un comunicato rilasciato dalla procura – non sono stati confortati dall’evoluzione dell’inchiesta in corso”. Data l’insufficienza di prove, è stato deciso il rilascio, anche se restano ancora in piedi per lui tutte le accuse: partecipazione ad attività terroristiche, omicidio e tentato omicidio terroristico.

Intanto pare sia passato anche dall’Italia uno dei kamikaze di Bruxelles, l’attentatore suicida che si è fatto esplodere all’interno della stazione della metropolitana di Maelbeek. Secondo quanto appreso da Sky TG24, Khalid El Bakraoui, ladro di banche e rapinatore di auto convertitosi alla causa jihadista tre anni fa, è transitato nell’estate del 2015 in Italia, diretto in Grecia.

Gli uomini dell’Antiterrorismo hanno ricostruito i suoi spostamenti: il 23 luglio 2015 alle ore 8.25 Khalid El Bakraoui atterra all’aeroporto di Treviso con un volo Ryanair proveniente da Bruxelles. Il biglietto era stato acquistato con carta di credito da un altro uomo: Abderahman Benamor. Al momento del check-in a Bruxelles El Bakraoui si registra con un documento d’identità belga. Il giorno dopo, 24 luglio 2015, il nominativo di Khalid viene registrato su un volo Volotea partito dall’aeroporto Marco Polo di Venezia alle ore 06.00 con destinazione Atene. La notte tra il 23 ed il 24 luglio pernotta presso l’hotel Courtyard by Marriott Venice Airport di Venezia.

Dunque a fine luglio 2015 Khalid El Bakraoui transitava dall’Italia diretto in Grecia, pochi giorni più tardi – l’1 agosto 2015 – Salah Abdeslam veniva avvistato nel porto di Bari diretto a Patrasso. E sempre in Grecia, in un appartamento di Atene abitato da Abaaoud, è stata trovata la mappa dell’aeroporto di Bruxelles.

Intanto continuano a ritmo serrato le indagini a Bruxelles, in una città dove l’allerta resta altissima e dove nemmeno la giornata di Pasqua ha fatto vivere momenti di calma. Nei giorni scorsi ci sono stati diversi arresti e ieri, a Rotterdam, è stato arrestato un sospetto terrorista, un 34enne francese, che secondo gli inquirenti stava preparando un attentato.

Stando a un rapporto della polizia di Bruxelles, le persone a piede libero giudicate coinvolte negli attentati di Bruxelles e Parigi dovrebbero essere ancora otto. E nelle indagini, oltre a Francia e Belgio, sarebbero coinvolti anche altri Paesi. Una rete del terrore che comprenderebbe Germania, Olanda e Svezia.  Anche in Italia c‘è stato un arresto, a Salerno. Si tratta di un 40enne algerino sospettato di essere implicato nella rete di falsari che hanno fornito documenti utilizzati dai terroristi nelle recenti stragi. 

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