Effetto Hofer a Vienna, si dimette il cancelliere Faymann

Europa
epa05111525 A border sign at the border post between Tyrol, Austria, and South Tyrol, Italy, seen from the Austria side on 19 January 2016. Tyrolean authorities announced they will reinstate border controls along Austrian's border crossings with Italy in order to stem the influx of migrants. The authorities expect that the Brennerpass at the border to Italy could be the next hotspot of the influx of migrants in spring 2016. Several countries have chosen to reintroduce border controls as part of their response to the surge of migrants and asylum seekers making their way through Europe. The continent usually is the epitome of free movement, with its Schengen area allowing passport-free travel between 26 countries that have abolished their internal border controls.  EPA/JAN HETFLEISCH

La socialdemocrazia austriaca a pezzi, in vista del ballottaggio del 22

Dopo la disfatta dei partiti tradizionali – socialdemocratici e popolari – alle elezioni presidenziali, a Vienna si registra un primo grave effetto: il cancelliere Werner Faymann si è dimesso da capo del governo e del Partito socialdemocratico (Spö) «per mancanza di sostegno» e dunque in Austria si apre la crisi politica.

Al secondo turno delle presidenziali del 22 maggio si sfideranno infatti il candidato dell’estrema destra Norbert Hofer, che nella prima tornata ha trionfato con il 35% dei consensi, e l’indipendente ecologista Alexander Van der Bellen. La mossa di Faymann era in qualche modo scontata, stante le forti pressioni interne al suo partito: probabilmente è stata considerata da lui stesso la premessa per un cambio di linea della socialdemocrazia austriaca.

nnuncio delle dimissioni è arrivato durante una conferenza stampa convocata frettolosamente, in cui il Cancelliere ha sottolineato anche che “avere la maggioranza (nel partito) non è abbastanza”. Faymann, fino ad oggi alla guida di un esecutivo moderato centrista, è finito sotto pressione da parte soprattutto dai sindacati e dall’ala giovanile del suo partito, per il risultato deludente di Spo nelle recenti elezioni presidenziali e anche per la linea dura adottata sulla questione migranti – il suo governo aveva dato il via libera alla realizzazione della barriera al Brennero – e sul giro di vite nel diritto d’asilo. Provvedimenti che comunque non hanno portato più consensi al governo socialdemocratico. E, dopo il successo di Hofer al primo turno delle presidenziali, il passo indietro di Faymann si è reso inevitabile.

Vedi anche

Altri articoli