Ecco quanto costerebbe rinunciare alle Olimpiadi

Roma
Giovanni Malagò durante la presentazione al palazzo dei congressi Eur, del progetto di candidatura alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Roma 2024, Roma, 17 febbraio 2016. ANSA/ANGELO CARCONI

Il no grillino, stando agli studi degli esperti, è a 5,3 miliardi di euro di investimenti. Pil su dello 0,4% l’anno, 177mila nuovi posti di lavoro

Il 24 giugno del 2015 l’Assemblea Capitolina disse sì alla candidatura di Roma all’organizzazione delle Olimpiadi del 2024. La delibera fu approvata con 39 voti favorevoli, 6 contrari, nessun astenuto. Circa una settimana dopo, sulla base di quella decisione, furono la Giunta e il Consiglio nazionale del Coni ad approvare all’unanimità la candidatura di Roma per il 2024. Quel Consiglio si svolse a Milano (per via dell’Expo) e vide la partecipazione, tra gli altri, anche del sindaco Ignazio Marino.

È passato più di un anno: non c’è più l’Expo a Milano e Marino in Campidoglio. Roma resta candidata ufficiale per i Giochi del 2024 anche se sul suo blog Grillo è categorico («Olimpiadi? No, grazie»). E, secondo indiscrezioni, il Campidoglio M5S starebbe organizzando una conferenza stampa in un impianto della periferia romana (una struttura sportiva da riqualificare) per annunciare il “no” ufficiale. Qualche giorno fa sul palco di Nettuno Luigi Di Maio aveva utilizzato l’espressione «No alla logica delle Olimpiadi, è solo lottizzazione» mentre ieri Alessandro Di Battista, altro membro del direttorio nazionale M5S, ha scritto su Facebook suggerendo «un No alle Olimpiadi da far tremare tutti i palazzi del potere».

Dal presidente Malagò (che dovrebbe incontrare la sindaca di Roma tra 10 giorni, dopo la conclusione delle Paralimpiadi di Rio) nessuna replica ufficiale. Dal Coni si limitano a far sapere che non basta una conferenza stampa, un annuncio davanti alle telecamere o un’esibizione sul palco. Così come la candidatura fu approvata in Campidoglio, è necessario che sia l’Assemblea capitolina a ritirare l’appoggio.

A che cosa si rinuncia

A febbraio fu illustrata l’analisi sull’impatto economico dell’evento redatta dal professor Beniamino Quintieri e dall’Università di Tor Vergata. I numeri degli esperti erano questi: 5,3 miliardi il volume complessivo degli investimenti, +0,4% in media annua per il Pil del Lazio, 177mila nuovi posti di lavoro. E di questi, 48mila sarebbero direttamente collegati ai lavori preparatori dei Giochi ma gli effetti positivi continuerebbero a farsi sentire anche nel decennio successivo. Luca Cordero di Montezemolo, presidente del comitato promotore di Roma2024, aveva dichiarato che «il costo per gli impianti permanenti per le Olimpiadi sarà di 2,1 miliardi di euro» mentre quello «per gli impianti temporanei, della gestione e dell’organizzazione il costo sarà di 3,2 miliardi di euro, che contiamo di raggiungere e coprire grazie a entrate derivanti da sponsor, contributo del Cio (circa un miliardo) e ticket».

La lettera di Mattarella

Il Capo dello Stato, in una lettera indirizzata a Malgò, aveva definito la candidatura di Roma come «una sfida che sollecita le capacità progettuali del Paese, che ne mette alla prova visione, qualità e risorse». Sergio Mattarella aveva invitato a «valorizzare le energie migliori» dello sport e a eliminare «le storture, contrastando zone grigie e ogni forma di illegalità». «Come le Olimpiadi del 1960 segnarono un passaggio importante nello sviluppo economico e sociale dell’Italia – scrive il presidente della Repubblica – così le Olimpiadi del 2024 possano diventare il crocevia di una nuova crescita contrassegnata da qualità e sostenibilità».

Un danno incalcolabile

«Se salta la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024 non sarà solo un evento sportivo mancato ma una grande occasione persa per occupazione ed economia. E di certo anche un danno d’immagine per la Capitale: spero che la Giunta Raggi ci ripensi», afferma il deputato e vicepresidente di Scelta Civica alla Camera, Bruno Molea, presidente nazionale di Aics. «La candidatura di Roma ai prossimi Giochi olimpici del 2024 sarebbe una grossa risorsa per l’Italia intera e la Capitale mai e poi mai sarebbe lasciata sola: non a caso – prosegue il deputato Sc – sia il governo che il Coni si sono già espressi a favore del “sogno olimpico”, senza tentennamenti. Qui non si tratta di rinunciare solo ad un evento sportivo, che è poi il più grande ed importante del panorama internazionale, ma di perdere un’occasione sia in termini di occupazione che di economia in generale. Penso ad esempio alle Paralimpiadi, proprio in corso ora a Rio: portarle a Roma significherebbe lavorare tutti insieme per abbattere le barriere architettoniche nella Capitale. E poi penso al turismo, rinunciare ora alla candidatura minerebbe anche la credibilità dell’in – tero Paese. Mi appello – conclude – alla sindaca Raggi perché non si affretti nelle sue decisioni, senza prima essersi confrontata apertamente con il Coni. Non perdiamo questa opportunità».

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