Ecco qual è la città più felice del mondo

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A Norwegian fan sporting a Viking helmet and Norway's flag painted on his face waves prior to the women's semifinal handball match Norway vs Russia for the Rio 2016 Olympics Games at the Future Arena in Rio on August 18, 2016. / AFP PHOTO / Roberto SCHMIDT

Ecco cosa dice il Rapporto Mondiale sulla Felicità pubblicato oggi in occasione del World Happiness Day

La Norvegia è il paese più felice del mondo. Suo il primo posto del “World Happines Report”, la classifica della felicità pubblicata dall’Onu in occasione della Giornata Internazionale della felicità, conquistato scalzando la Danimarca che, lo scorso anno, era sul podio. Mentre l’Italia si posiziona nella posizione medio bassa della classifica stilata seguendo sei parametri di qualità della vita: prodotto interno lordo, aspettativa di salute, libertà, generosità, sostegno sociale ed assenza di corruzione nel sistema politico ed economico.

L’Italia è infatti al 48esimo posto, su 155, dopo Ecuador, Salvador, Polonia e Uzbikistan, ma prima di Russia, Belize e Giappone. Oltre al derby tra Danimarca e Norvegia, che è passata in cima alla classifica dal quarto posto del 2016, nella top ten della felicità della ricerca, che è stata realizzata anche grazie ad un grant della Ernesto Illy Foundation, figurano in maggioranza Paesi del nord Europa, con Islanda al terzo posto, Finlandia al quinto, dopo la Svizzera. Seguono poi Olanda, Canada, Nuova Zelanda Australia e Svezia. Tra gli altri Paesi Ue, la Germania è al 16esimo posto, la Gran Bretagna al 19esimo e la Francia al 31esimo. Meglio dell’Italia, il Belgio al 17esimo posto, Malta (27esimo), Spagna (34esimo), mentre la Grecia è precipitata all’87esimo.

Nel rapporto si sottolinea come la Norvegia, ricco di riserve petrolifere e di gas” sia sbalzata alla testa della classifica “nonostante il calo dei prezzi del petrolio” facendo quasi dire che il Paese mantiene i suoi alti livelli di felicità “non grazie ma nonostante il benessere creato dal petrolio”. Viene lodata infatti la scelta di “estrarre il petrolio ad un ritmo lento, investendo i proventi per il futuro piuttosto che spenderli nel presente”. All’opposto sono Paesi in maggioranza del Sud del mondo, in molti casi devastati dai conflitti, come la Siria al quart’ultimo posto, nel gruppo dei dieci che chiudono la classifica: Yemen, South Sudan, Liberia, Guine, Togo, Rwanda, Siria, Tanzania, Burundi e Repubblica del Centrafricana. Nella quinta edizione del rapporto Onu sulla felicità, che è stato presentato a New York, si sottolinea come “la felicità sia diminuita negli Stati Uniti” al 14esimo posto, meglio del 19esimo dello scorso anno, ma sempre poco per il Paese che nel 2007 era terzo tra i Paesi dell’Ocse.

Un calo della felicità dovuto non tanto a fattori economici quanto all’aumento delle diseguaglianze sociali, la sfiducia e la corruzione, ha detto Jeffrey Sachs, consigliere speciale del segretario generale Onu indicando come questa tendenza rischia di aumentare con le politiche dell’amministrazione Trump. “Sono tutte orientate a far aumentare le diseguaglianze, con tagli fiscali ai ricchi, tagli dei programmi di assistenza per aumentare le spese militari”, ha affermato in un’intervista. “I Paesi felici sono quelli che hanno un bilancio positivo tra prosperità, come viene misurata convenzionalmente, e capitale sociale cioè il livello di fiducia nella società e nel governo e il livello di diseguaglianze”, ha concluso il direttore del Sustainable development solutions network, l’agenzia dell’Onu che ha pubblicato il rapporto.

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