Ecco perché lo stadio della Roma è una grande opportunità per la città

Roma
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La realizzazione dell’opera avrebbe un impatto economico maggiore di Expo e Giubileo della Misericordia, che porterebbe ad una sensibile crescita del Pil della città e un abbassamento sensibile del tasso di disoccupazione

Quasi 20 miliardi (18,5 per la precisione) dopo 9 anni  dalla costruzione. E’ questo l’incremento di Pil per la provincia di Roma che porterebbe la costruzione dello stadio di proprietà dell’As Roma, con tutte le strutture a lui collegato. Lo studio è della facoltà di Economia dell’Università La Sapienza ed è stato presentato. Oggi c’è stato un vertice tra la società giallorossa il vicesindaco Frongia, l’assessore all’Urbanistica Berdini e i consiglieri 5 stelle. Al termine le parti non si sono sbilanciate: “I proponenti e il Campidoglio hanno un obiettivo comune che è quello di portare avanti il progetto dello stadio. I proponenti hanno illustrato molti aspetti del progetto. Noi abbiamo formulato alcune domande e alcune considerazioni.Continueremo a lavorare insieme sono previsti altri incontri sempre nel rispetto dei tempi della conferenza dei servizi. Questa è stata la dichiarazione il vicesindaco di Roma con delega allo sport Daniele Frongia al termine dell’incontro.

Il progetto

L’area scelta per la realizzazione dello stadio come è noto è quella di Tor di Valle nel sito del vecchio ippodromo per il trotto, un’area che la società giallorossa aveva già concordato con le precedenti amministrazioni e che la Giunta Capitolina ha sancito il 4 settembre 2014. Il progetto è imponente e prevede, oltre alla costruzione dello stadio, la nascita di un business park, con tre torri (progettati dall’archistar Daniel Libeskind) destinate a ridisegnare lo skyline della Capitale; di un cosiddetto Roma Village, che sarà il cuore pulsante dell’intrattenimento con la Hall of Fame; ristoranti; il Museo della Roma e una sala per concerti. Previsti parchi e ampie aree pedonali. I costi di realizzazione dovrebbero aggirarsi intorno ai 1,6 miliardi di euro. Nell’accordo originario è prevista la realizzazione di infrastrutture per la viabilità, con un potenziamento della Via del Mare e di via Ostiense e il potenziamento dei mezzi pubblici su ferro, tutto a carico dei proponenti.

L’impatto economico

Come accennato precedentemente lo studio realizzato dalla facoltà di Economia dell’Università La Sapienza calcola che l’investimento di 1,6 miliardi genererà un incremento del Pil della provincia di 5,7 miliardi di euro dopo 3 anni (2020), 12,5 miliardi dopo 6 anni (2023) e 18,5 miliardi dopo 9 anni (2026). In tutto l’1,5% in in più. La realizzazione dello stadio e delle opere collegate implicherà una riduzione del tasso di disoccupazione dell’area romana di quasi un punto percentuale (0,8%). Anche le entrate fiscali gioverebbero dalla costruzione del nuovo impianto con un incremento annuale medio di 142 milioni di euro, che in 10 anni (nel 2026) ammonterebbero a 1,4 miliardi. Il progetto dello stadio creerebbe uno dei principali polmoni di verde della città con la piantumazione di oltre 10 mila alberi in un’area complessiva di 62 ettari, 11 km di piste ciclabili. E’ previsto un investimento di 170 milioni per la viabilità privata e 211 milioni per opere relative alla mobilità sostenibile. L’investimento totale per le infrastrutture pubbliche ammonterebbe a circa 440 milioni di euro. E la ricerca stima che dopo questi interventi la metà del flusso di spettatori legato agli eventi, partite, ma anche concerti, usufruirebbe del trasporto pubblico.

Dunque la realizzazione dello stadio della Roma porterebbe alla città una serie di vantaggi in termini economici, occupazionali e tributari. Non solo riqualificherebbe una delle periferie della città, che al momento non è sfruttata al meglio e darebbe alla zona Sud della città nuove infrastrutture per la viabilità. La realizzazione dell’opera porterà, secondo lo studio, il 68% in più del Giubileo della Misericordia, due volte e mezzo quello dell’Expo di Milano in termini di impatto economico. Se si pensa a questi numeri non si capisce come non cogliere un’occasione del genere, ma visti i precedenti (Olimpiadi 2024) tutto è possibile.

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