Ecco lo “sblocca Roma”. Giachetti: task force per lo sviluppo

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Fermati dalla burocrazia un miliardo di opere e 40mila posti di lavoro. Renzi: “Raggi? Una candidata Co.Co.Pro della milanese Casaleggio”

Prima mossa, lo «sblocca Roma», un miliardo di euro per mettere in moto investimenti, di privati, nei primi 100 giorni dell’amministrazione Giachetti. Opere di rigenerazione urbana, edilizia sociale e riqualificazione delle periferie, tanti cantieri anche piccoli che possono essere avviati o completati creando almeno 40mila posti di lavoro. Sbloccando investimenti rimasti imbrigliati nelle maglie della burocrazia, ai quali magari «manca una firma» per avere il via libera. Ieri il candidato sindaco al Campidoglio, Roberto Giachetti, ha partecipato alla presentazione del piano di interventi elaborato dai dem romani e illustrato dal commissario Pd Matteo Orfini con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti e l’assessora in pectore alla Rigenerazione urbana, Lorenza Baroncelli.

«Ci siamo dati l’obiettivo di sbloccare investimenti per 1 miliardo di euro nei primi 100 giorni» della amministrazione di centrosinistra, ha detto Orfini. Si tratta di «investimenti privati bloccati e destinati a realizzare cose utili per la città, soprattutto per le periferie» e rimasti «incomprensibilmente bloccati da tempo», come è emerso «grazie all’incontro con forze economiche, sociali e sindacali, consorzi e associazioni», ha spiegato il presidente Pd. Nel primo anno la cifra «può essere raddoppiata» e, «con una stima al ribasso, potrebbe portare 40mila posti di lavoro in questa città». Il governo, quindi, «non c’entra niente», perché sono risorse che si sbloccano facendo funzionare la macchina amministrativa», ha concluso Orfini. Anche De Vincenti, a nome del governo, conferma: «Si tratta di investimenti privati fermi per la fatica di funzionamento della struttura amministrativa», che un sindaco deve rimettere in moto. Chiunque vinca, anche se fa gli auguri al candidato dem.

Lo stesso Giachetti vuole prevenire le polemiche puntuali: «Anticipo le bordate che arriveranno dal Movimento 5 Stelle che parlerà di un governo a disposizione di Giachetti o “appe -coronato” al Pd: io li ringrazio per quanto sta facendo per Roma a prescindere da Giachetti o da Raggi», come dimostra l’accordo con il Lazio di cui beneficerà anche Roma. A Virginia Raggi dice che «non sa nemmeno di cosa si sta parlando» e chiarisce che il miliardo di euro «non lo dà il governo al Comune ma sono interventi privati pronti per essere utilizzati su Roma ma bloccati per questioni procedurali, tecniche, sovrapposizioni, problemi di competenze e così via». La differenza, è, attacca Giachetti, «che noi siamo più competenti per sapere che c’è un miliardo bloccato». E dal governo, prosegue, «dopo anni in cui al massimo si sono dilettati a cucinare la pajata (Bossi e Alemanno a piazza Monteciotorio, ndr) adesso c’è un vero interesse per la città». A Palazzo Chigi, piuttosto, «chiederò di intervenire su metropolitane, ristrutturazione del debito e sicurezza e credo siano cose che tutti i candidati dovrebbero chiedere». Per superare la «paralisi degli investimenti» che affligge Roma, Giachetti annuncia, se diventerà sindaco, la nascita di «una task force che sia in grado di sviscerare i blocchi burocratici di queste opere e individui soluzioni per fare in modo che un’operazione come questa possa essere percepita nel suo valore nei primi 100 giorni, e poi magari per sbloccarne di nuovi». Con un «monitoraggio dei tempi in cui realizzeremo le opere, tempi tracciabili sul sito del Comune di Roma».

La polemica comunque si accende nella giornata. La grillina Raggi ha finalmente dato dei volti allo staff a cui dovrà presentare gli atti su Roma (Paola Taverna, Roberta Lombardi. le due big). Matteo Renzi, la punge sul vivo: «Con Giachetti c’è una squadra molto competente, è l’esatto opposto di chi apre la casella, trova la mail e firma un co.co.pro della Casaleggio associati. Fossi un cittadino non sceglierei un candidato co.co.pro. di un’azienda privata milanese». Apriti cielo, le stelle insorgono ma invece di rispondere Raggi ribatte Luigi Di Maio accusando il Pd: «I contratti li firma qualcuno del partito di Renzi impegnato a versare soldi al partito. Contratti a tempo indeterminato con le grandi lobby», tuona cupo: «Renzi faccia poco lo spiritoso». Il botta e risposta va avanti sui nomi presentati dal candidato Pd. Il premier fa notare che «la squadra di Giachetti l’ho scoperta su Facebook. Nessuna mail autonoma», continua, «il candidato sindaco ha scelto persone valide in modo trasparente, l’esatto opposto di quello che succede nella Casaleggio associati».

Giachetti sottoscrive divertito: «Confermo l’indiscrezione del Presidente. I nomi dei miei futuri assessori li ho decisi in autonomia, non mi sono stati imposti con nessuna email anonima firmata “lo staff di Renzi”». Tanto, un candidato M5S «non è libero, ha firmato un contratto e non un codice etico» come vanno dicendo, e «in ogni caso chi decide è Grillo». Anche Giorgia Meloni, alle prese con le divisioni nel centrodestra, prende in giro, invitandola al confronto che la grillina evita: «Sono disponibile anche a consentirle di utilizzare l’auricolare per rimanere collegata con Casaleggio», scherza Meloni (che propone un ritorno alle case chiuse). Ma si becca un veto da Storace sull’uso «elettorale» del nome di Almirante per una strada.

Stefano Fassina, candidato di Sinistra Italiana, rimarca le «differenze profonde tra noi e il Pd», però stavolta ci aggiunge «e il M5s». Sarà per non sottolineare l’assist a Virginia Raggi al ballottaggio, ovvia conseguenza del suo rifiuto a sostenere il Pd Giachetti. Il quale continua a tendere la mano all’elettorato della sinistra. Quanto al vicesindaco, lo nominerà «il giorno dopo la vittoria», così come scioglierà il nodo dell’assessorato all’Agricoltura.

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