Ecco le tappe dell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue

Brexit
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L’articolo 50 del Trattato di Lisbona precisa le modalità dell’uscita di uno Stato membro dall’Unione europea

Ha vinto la Brexit, ma l’uscita dalla Ue della Gran Bretagna non è automatica. Anzi sarà un processo lungo e complicato che potrebbe riservare delle sorprese. 

Va detto innanzitutto che il referendum voluto in Gran Bretagna è consultivo e non vincolante. Spetterà, quindi, al Parlamento inglese ratificare oppure no la volontà del suo popolo. Il Premier britannico che stamani ha annunciato le sue dimissioni (rimarrà in carica per altri tre mesi) ha però immediatamente assicurato che la volontà del popolo verrà rispettata, ma che sarà un nuovo leader a guidare i negoziati con l’Ue necessari a sancire il divorzio tra Londra e Bruxelles.

La riunione del vertice Ue di martedì e mercoledì prossimi potrebbe essere la prima occasione per Cameron di attivare l’articolo 50 del trattato di Lisbona, il documento fondamentale dell’Unione Europea. L’articolo in questione prevede un meccanismo di recesso volontario e unilaterale di un paese dall’Unione europea. Prima di quel vertice a 28 ci sarà una “riunione informale a 27″ per “una riflessione”, ha annunciato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ma immediatamente dopo inizia il countdown dei due anni massimi previsti per negoziare l’uscita, quindi la richiesta formale all’Ue potrebbe avvenire successivamente, anche dopo l’estate.

Nel frattempo, Londra continuerà a essere membro a tutti gli effetti dell’Ue. Tanto che  Tusk ha assicurato “Non ci sarà vuoto legale” precisando che “fino all’uscita formale del Regno Unito la legge Ue resta valida nel Regno Unito, ciò significa diritti e doveri”. Insomma il Regno Unito in questo spazio di tempo dovrà continuare a rispettare i regolamenti europei, ma non parteciperà più al processo decisionale dell’Unione.

Alcuni ipotizzano che Londra possa non notificare ufficialmente la richiesta, comunicando solo i risultati del referendum. Uno scenario che potrebbe lasciare maggior potere contrattuale alla gran Bretagna. Tale eventualità però potrebbe essere bloccata dalla plenaria del Parlamento europeo in seduta straordinaria prima del vertice Ue del 28 e 29 giugno, in cui si chiederebbe ai capi di stato e di governo di considerare come notifica ufficiale della volontà di recesso da parte di Londra proprio la comunicazione sul risultato del referendum.

Comunque sarà necessario accordarsi sui rapporti commerciali. Su questo ancora non è chiaro quanto possa pesare l’uscita di un paese membro dall’Unione Europea. Si tratta inoltre di un processo lungo che potrebbe non esaurirsi nell’arco di due anni.

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