Ecco le pensioni che (forse) verranno

Pensioni
10/05/2011 Roma, Forum della Pubblica Amministrazione 2011. Nella foto lo stand dell' INPS

Via dal lavoro a 63 anni con penalizzazioni e prestiti. Si pensa anche ad aumentare le pensioni minime

Un intervento di aiuto per le pensioni minime, tre strade per l’uscita anticipata dal mondo del lavoro e l’ipotesi di un riscatto meno oneroso della laurea. Sono queste le idee all’interno del cantiere delle pensioni, che ieri si è aperto ufficialmente dopo l’incontro tra governo e sindacati e le successive parole di Matteo Renzi.

 

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Flessibilità

Allo studio del governo, come confermato ieri da premier, c’è il meccanismo per consentire l’uscita anticipata: “Chi va in pensione prima deve rinunciare a qualcosa”, ha detto parlando dell’Ape, ovvero del meccanismo di flessibilità in uscita che dovrebbe essere introdotto con la legge di Stabilità.

In pratica si studiano condizioni diverse di accesso alla pensione per coloro che a tre anni dall’età di vecchiaia (la classe dei nati negli anni ’51-’53 per il 2017) siano disoccupati o occupati in aziende in crisi o lavoratori che volontariamente decidono di anticipare l’uscita. Per quest’ultima categoria dovrebbe essere fissata l’asticella più alta con una penalizzazione annua sull’assegno di pensione che sfiora il 4% annuo. Condizioni più favorevoli dovrebbero essere studiate invece per coloro che sono già disoccupati e hanno esaurito gli ammortizzatori sociali

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Un costo alto per le casse pubbliche, tanto che si pensa di ricorrere alla formula del prestito pensionistico, chiamando in causa banche e assicurazioni.

Riscatto laurea

L’ipotesi allo studio è di renderla più conveniente versando meno contributi per il riscatto a fronte di un assegno più basso.

Pensioni minime

Matteo Renzi ieri ha rilanciato quanto già annunciato nei mesi scorsi sulle pensioni minime, ovvero l’intenzione di aumentarle in quanto “troppo basse”. Nelle dichiarazioni dei mesi precedenti, il premier aveva già ipotizzato l’estensione a questa categoria di pensionati del bonus di 80 euro già previsto per i lavoratori dipendenti con i redditi fino a 26.000 euro l’anno.

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Cos’è la pensione minima e a quanto ammonta

Chi si trova sotto una fascia di reddito e non gode di una pensione sufficiente a garantire una vita dignitosa può usufruire di un minimo di pensione garantito dallo stato. Tale cifra viene aggiornata ogni anno e nel 2016 è pari a 501,89 euro lordi mensili.

Chi ne ha diritto e come funziona

Lo Stato integra totalmente o parzialmente gli assegni inferiori ai 501,89 euro mensili a seconda del reddito annuo e del fatto che il pensionato sia o meno sposato.

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Quanto costa l’estensione degli 80 euro alle pensioni minime?
Sarebbe comunque un intervento molto costoso dato che i pensionati che prendono cifre inferiori al trattamento minimo (502 euro), senza altri redditi, sono circa due milioni (su 16,2 complessivi). Considerando 13 mensilità, si tratterebbe quindi di un intervento di almeno 2 miliardi l’anno.

Risorse finanziarie
La coperta delle risorse rimane comunque sempre della stessa lunghezza, ossia troppo corta. E anche se qualche sacrificio di bilancio sarà necessario, come ha dichiarato qualche giorno fa il vice ministro dell’Economia, Enrico Morando, “certamente sul tema flessibilità non si potranno dedicare enormi risorse”.

Nella prossima manovra, infatti, oltre a includere l’uscita anticipata (con le modalità che si stabiliranno assieme ai sindacati) l’esecutivo dovrà trovare le risorse per ridurre il carico fiscale al ceto medio, come detto più volte dal premier. E soprattutto, per onorare gli impegni con Bruxelles ed evitare di far scattare le clausole di salvaguardia sull’Iva – una zavorra che si ripresenta inevitabilmente ogni anno – dovrà fare i conti con la pesante condizione di partenza, un handicap di 11 miliardi (8 per le clausole e 3 per la mini correzione sui conti chiesta dall’Europa).

 

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