Ecco la nuova legge per il cinema. Renzi: “Gigantesco passo avanti”

Cultura
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi mentre illustra i contenuti del Ddl cinema, approvato nei giorni scorsi al Senato, in Palazzo Vecchio a Firenze, insieme al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, 8 Ottobre 2016. ANSA/ US/ PALAZZO CHIGI/ TIBERIO BARCHIELLI 

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Soddisfatto il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini: “Nel governo c’è la consapevolezza che la cultura sia uno strumento fondamentale per il Paese”

La nuova legge sul cinema è in dirittura d’arrivo. Ad annunciarlo il presidente del Consiglio Matteo Renzi durante una conferenza stampa nella sala delle Udienze di Palazzo Vecchio, a Firenze, insieme al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. “Siamo a un passo dall’approvazione della nuova legge sul cinema, è stata approvata in seconda lettura, non c’è ancora il bicameralismo non paritario ma siamo fiduciosi che nell’arco di qualche settimana ci possa essere l’approvazione definitiva” ha detto Renzi che ha poi parlato delle risorse sul piatto: il provvedimento “dà 400 milioni di euro all’anno” con un “meccanismo diverso: chi ha i titoli ha un automatismo per ottenere i denari necessari e questo supera meccanismi legati agli amici degli amici”.


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La nuova legge per il comparto cinematografico “non è un giocattolino da addetti ai lavori, non stiamo accontentando un settore, la priorità è dire al Paese che attraverso le norme che possono agevolare la produzione cinematografica c’è un pezzo di emozioni che fa parte dell’identità del Paese” ha sottolineato il presidente del Consiglio. “Non ci interessa solo aumentare il Pil, e ne abbiamo bisogno. I valori passano anche attraverso il cinema“, ha rilevato Renzi. Che ha poi ribadito: “Io penso che l’Italia non sia solo il dibattito sulle riforme o la stabilità, ma anche quel patrimonio di cui il cinema fa parte”. Infine, qualche parola sul tax credit: “Rispetto ai tanti ‘soloni’ che lo negano il tax credit genera ricchezza”. Di sicuro “se metti soldi nel filmaccio fatto dagli amici degli amici è chiaro che non c’è ritorno ma se investi in un altro prodotto sì”.

Soddisfatto anche il ministro Franceschini: “Le cose che stiamo facendo da anni sono possibili perché per una volta non c’è un ministro della Cultura che deve battersi con il resto del governo per avere risorse ma c’è la consapevolezza generale che la cultura sia uno strumento fondamentale del paese. Mi fa piacere – ha aggiunto – che su questo provvedimento ci sia stata ampia collaborazione da parte di tutte le forze, anche di opposizione”.

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