“2016 anno dei valori”, ecco la conferenza stampa di fine anno di Renzi in pillole

Governo
A general view of Italian Prime Minister Matteo Renzi's "end of the year" press conference in Rome, 29 December 2015. ANSA/CLAUDIO PERI

Dal Jobs act all’Italicum, dalla P.a. alla Buona scuola il premier descrive un’Italia “che diventa grande”

“Il 2015 è andato meglio del 2014, anche rispetto alle nostre previsioni. È stato un buon anno che ha visto tornare il segno positivo e vincere alcune importanti sfide, lo dice la realtà dei fatti”. Può essere questo “il titolo” della conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio (due ore e mezza) nella quale  Matteo Renzi ha tracciato un bilancio degli ultimi 12 mesi parlando dei progressi del nostro Paese sul piano economico e ponendo l’accento anche sul ritrovato protagonismo internazionale: “Un anno fa mi interrogavate sul presidente della repubblica, sulla crisi. Si diceva: ‘l’Italia è in stagnazione perenne, l’Italia non tornerà mai al segno più. Se noi guardiamo i dati di quest’anno vediamo che tornano a crescere, questa è la realtà dei fatti”, osserva il premier.

Dal Jobs act all’Italicum, dalla P.a. alla Buona scuola Renzi descrive un’Italia “che diventa grande”. Torna a parlare dei provvedimenti adottati dal governo, delle “15 buone notizie” del 2015 già descritte nella sua lettera multimediale – l’enews pubblicata nei giorni scorsi -, ricordando anche il taglio delle tasse, il successo ottenuto con l’Expo e il varo della Buona Scuola. La conferenza stampa viene accompagnata da due simboli della narrativa renziana: “Visto che sono apprezzate molto ho portato delle slide”, scherza Renzi in apertura. Stavolta però ci sono anche i “gufi”. Per ogni argomento toccato dal presidente del Consiglio, infatti, nelle slide appare il disegno di un gufo con un fumetto che riporta messaggi di pessimismo e diffidenza, ai quali Renzi replica punto su punto difendendo l’operato del governo nel 2015.

E poi uno sguardo sul futuro, sui temi del 2016: “L’11 gennaio riprende l’iter delle riforme, immaginiamo il referendum a ottobre e lì saranno i cittadini a dire se quelle riforme sono state imposte dall’alto o se le approveranno”. Un passaggio su cui il premier pone un forte accento: “Se perdo il referendum istituzionale – avverte – considero fallita la mia esperienza in politica”

Ma il 2016, secondo Renzi sarà anche “l’anno dei valori, un anno chiave sulle unioni civili”. “Spero che il dibattito che si aprirà al Senato a fine gennaio sia il più aperto possibile. Non è un provvedimento sul quale il governo immagina di inserire la fiducia e bisognerà lasciare a tutti libertà di esprimersi”.

Lavoro e Pil            

“Più tutele in Italia e più posti di lavoro” grazie alla riforma del mercato del lavoro.  “Il Pil è cresciuto e il tasso di disoccupazione e’ ancora molto alto ma e’ all’11,2 per cento. Quando trovate un ragazzo che uscendo da dove sei dice ‘ti ringrazio perche’ ho un contratto a tempo indeterminato’, quando ti capita di essere fermato da un cittadino ti rendi conto che tante polemiche sul Jobs act e sulla riforma del mercato del lavoro hanno visto nel 2015 un elemento di chiarezza, ci sono più tutele in Italia e ci sono più posti di lavoro” ha aggiunto. “Ma ancora non basta. Sarò soddisfatto dei risultati quando l’Italia tornera’ ad avere un ruolo di leadership in Europa e questo accadra'”

Banche

“Chi ha subito danni o è stato truffato”, e non sono “moltissime persone”, deve sapere che lo Stato è dalla sua parte e noi faremo di tutto perché possa avere “indietro quello che ha perso”. Il premier, inoltre, rassicura tutti i risparmiatori sottolineando che in Italia “non c’è alcun rischio sistemico: non cambio le banche italiane con quelle tedesche”. C’è tuttavia bisogno di trasparenza: “Immagino che se uno va in banca e gli fanno firmare 47 documenti, l’idea che stia facendo un investimento rischioso fa più fatica a comprenderlo che non se se gli dessero un foglio con 3 cose scritte chiare e alla fine del foglio, che tutti possono leggere, se uno firma sa che sta facendo un investimento rischioso”. Secondo il premier, a chi va in banca deve arrivare “un fogliettino chiaro” in modo che sappia “cosa accade veramente ai suoi soldi”. Il sistema bancario deve quindi dare gli strumenti “perché nessuno possa essere messo in condizione di avere dei danni che non abbia in partenza calcolato”.

Amministrative

“Abbiamo rispetto di tutti e non abbiamo paura di nessuno: il Pd governa più territori di quanti ne siano mai stati governati, è impressionante se guardiamo una cartina. Sceglieremo i candidati come lo scorso anno, con primarie vere”. “Sulle alleanze alle amministrative prendiamo atto che Sel e Si non le vuole più, è una valutazione che compete loro ma il Pd non si preoccupa di caselline o casacchine, abbiamo sostenuto Pisapia, abbiamo appoggiato Zedda a Cagliari e lo appoggeremo ancora anche se non è del Pd”, perciò “se i nostri amici della coalizione vorranno partecipare alle primarie saranno benvenuti altrimenti il Pd andrà con chi vuole”. Quanto a Roma, Renzi giudica il rinvio delle elezioni “un allucinazione del M5S, sono visioni allucinogene che non esistano nella realtà. A Roma si è dimesso il consiglio e si vota nel 2016, verso il 10 giugno, e il Pd se la giocherà”.

Esteri

Agli incontri sui grandi temi di politica estera “prima l’Italia non c’era. 10 anni fa si è scelto di non stare a quei tavoli” come quello iraniano sul nucleare. “A Vienna, oggi, si riuniscono gli stessi paesi più l’Italia per parlare di Siria. A Roma e New York per parlare di Libia”. “Il sistema paese – prosegue il capo del governo – finalmente fa blocco sulle nomine internazionali”, da Fabiola Gianotti al Cern di Ginevra a Filippo Grandi nominato Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.  E poi la Libia: “Un’azione unilaterale sarebbe un clamoroso errore” ribadisce anche oggi. “Non credo che ci sia qualcuno che dubiti del fatto che interventi unilaterali non hanno funzionato e oggi francamente non se ne vede la necessità”. Renzi loda poi il ruolo del ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, nell’elaborazione dell’accordo tra le parti in conflitto libiche. “Credo abbia un senso di tentare d’accompagnare questo percorso”, aggiunge Renzi sottolineando come la “questione dei tempi sia cruciale”. Il premier ribadisce inoltre che l’Italia ha “assicurato agli amici libici la totale disponibilità del governo italiano”.

Sud

Il presidente del Consiglio ha anche snocciolato un elenco delle cose fatte nel 2015 per il Mezzogiorno. “Vorrei ricordare il credito d’imposta, la terra dei fuochi, Bagnoli, l’Ilva, la Salerno-Reggio Calabria, la mobilità territoriale, l’Abruzzo post sisma, la Napoli-Bari, tavoli di crisi aperti ovunque: ho l’impressione – ha aggiunto – che chi ci diceva di aver dimenticato il Sud si sia dimenticato le accuse che ci muoveva”.


Unioni civili

Le Unioni civili sono un “fatto di giustizia, equità e dignità”, osserva Renzi parlando di diritti. “Io dico che dobbiamo portarlo a casa. E come segretario del Pd farò di tutto perché il dibattito sia il più serio e franco possibile”, al Senato. “A differenza quanto avrei voluto non siamo riusciti ad approvare” la legge sulle unioni civili “nel 2015″. “È un tema che va depurato da questioni di natura politica stretta: anche nel Pd e in Fi ci sono molte divisioni su questo tema. Dobbiamo portarlo a casa e che il 2016 dev’essere un anno chiave”, ha detto il premier. E ancora: “Non c’è alcun collegamento con le amministrative e questioni legate al governo – prosegue – e non credo sia un argomento su cui si debba mettere la fiducia”, aggiunge Renzi ribadendo che se “il 2015 è stato l’anno delle riforme, il 2016 sarà l’anno dei valori”.

 

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