Ecco il super-quiz sulla riforma costituzionale, finora 90mila giocate

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Bene le risposte sul Senato, male quella sui poteri del governo

Un mese fa, insieme ad alcuni amici, abbiamo messo online sui nostri profili personali un quiz sui contenuti della Riforma costituzionale e, senza ricorrere ad alcun budget o a particolari supporti media, ad oggi vi sono state oltre 90 mila giocate.
I contenuti del quiz, basati su un documento di Carlo Fusaro, professore di diritto costituzionale dell’Università di Firenze, hanno avuto il compito di incuriosire gli elettori e spronarli ad approfondire la Riforma in vista del referendum del prossimo 4 dicembre.
Per chi non avesse partecipato, il quiz è disponibile qui.
È evidente che aver affrontato con i toni del gioco un tema di grande attualità è stata una scelta determinante così come l’evoluzione del numero dei giocatori ha avuto il classico sviluppo virale con una massa critica che si è creata via via per due settimane e che poi è esplosa anche grazie a siti che hanno pubblicato il test e utenti che lo hanno condiviso attraverso i social media e non solo: averlo creato su Google Forms è stato infatti teso a non porre limiti, a raggiungere anche persone non iscritte a Facebook e Twitter e a catturarne l’attenzione attraverso l’estrema semplicità dell’interfaccia.
Quali sono i risultati e che evidenze  se ne possono trarre?
Le risposte esatte – ogni domanda aveva tre possibili risposte – sono state il 37%, un valore non alto, ma rispettabile se si considera che i quesiti non erano banali, ma pensati per incuriosire il lettore. Certamente però la percentuale dà l’idea che ancora è necessario informarsi per arrivare preparati a scegliere cosa votare.
Le domande relative al Senato sono quelle che hanno riscosso un punteggio più alto, fra queste il  cambiamento della seconda carica dello Stato ha avuto risposte corrette per il 47%, i nuovi senatori a vita il 41% e la nuova funzione legislativa dell’organo il 38%: questo tema ha sicuramente intercettato l’attenzione degli elettori più di altri aspetti della Riforma.
La domanda più sbagliata (72%) ha riguardato invece il numero di volte in cui questa riforma è stata votata in Parlamento, un risultato non trascurabile che forse dimostra come il dibattito non abbia catturato l’interesse degli elettori negli anni passati.
Preoccupante infine il dato relativo alle domande sul Governo. La riforma è stata infatti accusata dai suoi detrattori di concentrare i poteri nell’esecutivo nonostante che si intenda, ad esempio, riformare il perimetro dei decreti legge. Solo il 32% dei partecipanti ha risposto correttamente alla domanda ad essi relativa ed è qui evidente la necessità di affrontare questo aspetto in maggiore profondità.
L’obiettivo di questo quiz – e ci auguriamo di esserci riusciti – non è stato fare propaganda, ma diffondere la curiosità su una scelta dirimente per il nostro Paese: la partecipazione di così tante persone ad una iniziativa privata offre speranza sulla volontà di capire e partecipare da parte degli italiani.

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