Ecco il piano italiano per risolvere la crisi dei migranti

Immigrazione
+++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++
Oltre 700 migranti sono stati soccorsi in diverse operazioni nel Canale di Sicilia dalla neve Bourbon Argos di Medici senza Frontiere. A bordo ci sono inoltre circa 30 bambini e 150 donne, molte delle quali incinte. La maggior parte dei profughi sono famiglie di origine siriana con diversi bambini.
ANSA/FRANCESCO ZIZOLA-MEDICI SENZA FRONTIERE

Il presidente del Consiglio scrive alle autorità europee per proporre il Migration Compact, piano per risolvere la crisi dei migranti della rotta africana

Il governo italiano passa all’offensiva e dopo mesi di stallo propone all’Europa un piano per cercare di frenare l’ondata migratoria proveniente dal continente africano. Si chiama Migration Compact ed ha l’obiettivo di aiutare i paesi africani in cambio di un impegno a bloccare le partenze verso l’Europa, sul modello di quanto si sta già facendo con la Turchia. La proposta, accompagnata da una lettera di Matteo Renzi alle più alte cariche europee, sembrerebbe aver avuto riscontri positivi da molti paesi Eu, soprattutto quelli dell’Est da sempre contrari all’accoglienza.

La filosofia del Migration Compact è semplice, e ripercorre il modello dell’accordo che l’Europa ha siglato con la Turchia e che ha di fatto chiuso la rotta balcanica. Dunque soldi in cambio di collaborazione, altrimenti tutte le misure proposte fin qui dall’Unione non risolveranno la crisi. D’altra parte dalla Libia arrivano migranti economici, non richiedenti asilo, per cui non è prevista la distribuzione negli altri paesi europei, quindi destinati a restare da noi. Per tutto questo secondo il Governo occorre tamponare i flussi nei paesi di origine e transito in Africa.

Ma quali sono le offerte ai paesi africani?

Primo: un Fondo europeo per gli investimenti nei paesi terzi nel quale stornare tutti i soldi che oggi l’Europa usa per l’Africa da destinare a opere socialmente utili.

Secondo: creare gli Ue-Africa Bonds per aiutare i partner africani a investire in crescita e innovazione.

Terzo: privilegiare la collaborazione sui migranti in tutti i programmi Ue in Africa e creare missioni regionali per gestire i flussi.

Quarto: regolare i migranti economici con quote d’ingresso destinate solo a chi conosce la lingua e ha frequentato corsi preparatori.

Quinto: compensare i costi dei paesi africani che adotteranno il diritto di asilo per gli stranieri.

In cambio di questo i paesi africani garantiranno

Primo: controlli effettivi delle frontiere e una riduzione dei flussi verso l’Europa.

Secondo: rimpatri da parte dei paesi di transito di chi non ha diritto all’asilo (migranti economici provenienti da nazioni sicure) anche grazie al finanziamento Ue di programmi di reinserimento di chi viene rimandato a casa.

L’Europa poi dovrà aiutare i paesi terzi a costruire un sistema e le infrastrutture per accogliere i migranti: tra questi chi avrà diritto all’asilo potrà entrare in Europa con uno schema di ripartizione tra i 28. La nuova Guardia di frontiera Ue finanzierà i rimpatri dal paese di transito a quello di origine.

Per coprire gli alti costi del piano, secondo il governo italiano andranno istituiti dei Common Eu migration Bonds, valle a dire delle obbligazioni europee.

Un capitolo a parte del piano il governo lo riserva alla situazione libica, che necessita di essere stabilizzata. Infatti senza la stabilizzazione del paese che si affaccia sul Mediterraneo è difficile mettere in atto un piano efficace di contrasto al traffico di esseri umani.

Vedi anche

Altri articoli