Ecco i “caschi blu della cultura”, in campo contro il terrorismo

Terrorismo
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Firmato a Roma il memorandum per istituire una task force per la protezione di beni culturali nel teatri di guerra

Palmira, Kabul, Baghad: le immagini della devastazione dei siti archeologici hanno fatto il giro del mondo e hanno sconvolto le nostre coscienze. Come non ricordare il simbolo di questo scempio: il responsabile del sito archeologico di Palmira, Khaled Assad, barbaramente decapitato perché proteggeva il suo e il nostro patrimonio artistico.

IVQW4T8G-kpQ-U1060242780124XkB-700x394@LaStampa.itDa questi episodi terribili è nata l’idea di unire le forze per sconfiggere chi, senza ritegno, attacca la cosa più preziosa che abbiamo: la nostra cultura. Proprio l’Italia è stata la fautrice di questa idea e non poteva essere diversamente, essendo noi il primo Paese al mondo per numero e diversità di siti Unesco. Proprio alla Conferenza generale dell’Unesco, i Ministri Franceschini e Gentiloni con il premier Renzi, nell’ottobre scorso, hanno proposto di inserire nei reparti di peacekeepingpeace-enforcement destinati a teatri complessi, come quello della Siria, una componente sensibile ai beni culturali. La proposta è stata accettata per acclamazione, portando il nostro paese a diventare un protagonista nella lotta al terrorismo con la cosiddetta cultural diplomacy.

Oggi a Roma la concretizzazione di questa proposta con la firma del memorandum tra Italia e Unesco per la costituzione della task force italiana “Unite for Heritage” che sarà operativa immediatamente. nimrud-afp-tlf-kcGE--258x258@IlSole24Ore-Web“Siamo entrati in un tempo che non pensavamo di dover vivere – ha detto Franceschini – Il patrimonio del mondo non è più minacciato nel corso di un conflitto dalle azioni di guerra, come avveniva nella seconda guerra mondiale. Ora la distruzione viene filmata e usata come propaganda, a simbolo dell’eliminazione della cultura diversa. Il patrimonio culturale è di tutti – ha concluso- e tutti abbiamo il dovere di proteggerlo e difenderlo”.

Come funzionerà questa task force? L’unità specializzata sarà formata da 30 carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio artistico e 30 archeologi, ricercatori e tecnici messi a disposizione dagli istituti del Mibact, istituto superiore per la conservazione e il restauro, opificio delle pietre dure, istituto centrale per la documentazione e il catalogo e istituto centrale per la conservazione e il restauro per il patrimonio archivistico e librario. Base operativa dei caschi blu sarà la città di Torino, in cui sarà istituito un centro internazionale di formazione e ricerca sull’economia della cultura e del patrimonio mondiale che, di fatto, farà da base di formazione e operativa per le missioni della task force. “Oggi è stato fatto un passo importante, – ha detto il Ministro Gentiloni -ma c’è bisogno che venga consolidato in componenti più operative e concrete. L’Italia fa da modello, con questo accordo ma anche con la sua lunga esperienza nella protezione dei beni culturali, sia qui che all’estero”.

 

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