Ecco gli “affari” del M5S sui rifiuti a Roma. Orfini: “Quello che è accaduto è inquietante”

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Secondo Repubblica ci sarebbe stato un accordo segreto per affidare lo smaltimento dei rifiuti a Cerroni

Altro che trasparenza e partecipazione: il Movimento 5 Stelle a Roma sembra aver abbandonato il tanto sbandierato lietmotiv “onestà onestà”. Secondo quanto riportato da La Repubblica, un deputato pentastellato, assieme all’attuale assessore all’ambiente della giunta Raggi, avrebbe sottoscritto un accordo con i vertici dell’Ama – la società del comune che gestisce i rifiuti – per affidare lo smaltimento di una parte dei rifiuti a una società privata, riconducibile all’avvocato Cerroni, noto per alcune vicende giudiziarie nella gestione della discarica di Malagrotta.

Peccato, però, che l’incontro sia avvenuto il 30 giugno, prima che la giunta venisse nominata (prima, quindi, della nomina dell’assessore presente all’incontro). E, fatto ancor più grave, l’accordo sarebbe stato siglato in uno studio privato che non ha nulla a che fare con i luoghi istituzionali.

Per non parlare poi della società a cui è stata affidato lo smaltimento dei rifiuti, che vede protagonista quel personaggio, Manlio Cerroni, che la giunta Marino aveva tanto faticato ad allontanare per note vicende giudiziarie.

“Quello che oggi rivela La Repubblica è onestamente inquietante” commenta il Presidente del Pd Matteo Orfini, spiegando su facebook i contorni della vicenda. “Siamo di fronte a un fatto grave. Ma ci sono due aggravanti: quel deputato è Vignaroli, vice presidente della commissione parlamentare che si occupa degli illeciti nello smaltimento dei rifiuti. Ovvero una commissione d’inchiesta con poteri analoghi a quelli della magistratura che dovrebbe vigilare esattamente su questi temi. E la società in questione è quella di Cerroni (Malagrotta, per capirci) al centro di diverse vicende note alle cronache”.

Insomma, sottolinea Orfini, “un quadro inquietante di commistione tra poteri d’inchiesta, imprese e amministrazione. Cosa c’entra Vignaroli con le scelte del Comune? A che titolo convoca Ama e una impresa decidendo lui di affidare un incarico a quella specifica impresa? Che rapporti ha Vignaroli con l’impresa di Cerroni? Ma soprattutto, perché questi incontri non li fa nelle sedi proprie e con la dovuta trasparenza chi è stata scelta per questo dai romani, ovvero Virginia Raggi?”.

Anche il senatore dem Stefano Esposito commenta la vicenda chiedendo un chiarimento da parte dei Cinquestelle o una convocazione di Vignaroli in commissione Antimafia “per chiarire per quale motivo ha proceduto a una trattativa, in luogo segreto, per l’affidamento diretto dello smaltimento dei rifiuti di Roma e non abbia, invece, chiesto alle aziende del nord che hanno il termovalorizzatore di gestire l’emergenza”.

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