Ecco chi è Ferrara, protagonista dello scivolone M5S su Libera di Don Ciotti

M5S
FullSizeRender

Le accuse a Libera, il coinvolgimento del M5S sulla questione spiagge. Uno dei candidati sindaco selezionati per Roma dai grillini è stato al centro di diverse polemiche

Tra i profili selezionati per concorrere alla poltrona di primo cittadino di Roma nel M5S ce n’è uno che ha fatto discutere molto. Si tratta di Paolo Ferrara, finanziere ed ex consigliere pentastellato nel municipio di Ostia, comune sciolto per mafia ad agosto 2015. La sua attività è stata al centro di tante polemiche soprattutto legata alla questione delle spiagge e all’attacco che il Movimento Cinquestelle fece all’associazione antimafia “Libera”.

Parliamo della relazione da depositare in commissione antimafia che aveva dipinto l’associazione antimafia come una sorta di Spa che gestisce stabilimenti balneari ad Ostia. Un dossier che finì sui giornali e che fu poi parzialmente sconfessato dagli stessi autori.

Immediata e secca però arrivo a settembre la risposta di Libera alle accuse del Movimento 5 stelle (qui Le 5 bugie del Movimento 5 stelle su Ostia e su Libera). Prima tra tutte quella di avere ottenuto in concessione la gestione di una spiaggia sul lungomare di Ostia senza bando pubblico.

Il “caso Ferrara” scoppia quando l’allora assessore alla legalità del Comune di Roma ed ex magistrato Alfonso Sabella adombra addirittura “interessi personali” degli M5S di Ostia.  Parliamo della spiaggia tolta a Roberto Bocchini, l’ex gestore e  assegnata proprio all’associazione Libera. Una vecchia conoscenza di Ferrara che dichiara però di non essergli “amico” anche se risulta aver celebrato il suo matrimonio.

Va detto che quando la notizia della conferenza stampa di Don Ciotti diventa di dominio pubblico, il M5S  rilascia una dichiarazione alle agenzie di stampa nella quale si dice che il dossier non è stato consegnato all’Antimafia, e, soprattutto, che non fa parte della relazione ufficiale redatta dai rappresentanti capitolini e regionali.

Di Ferrara bisogna ricordare anche un altro fatto che riguarda la mozione di solidarietà per le minacce ricevute da Federica Angeli, la giornalista di Repubblica impegnata nelle inchieste di denuncia sulla criminalità organizzata, in particolare sulla frontiera del litorale romano.  Era febbraio dello scorso anno e il X Municipio e la giunta Tassone approvarono un ordine del Giorno di solidarietà alla giornalista minacciata. E il M5S si astenne.

Vedi anche

Altri articoli