Ecco chi è Cairo, il nuovo proprietario di Rcs

Editoria
UDINE, ITALY - MARCH 08:  President of Torino FC Urbano Cairo  looks on  during the Serie A match between Udinese Calcio and Torino FC at Stadio Friuli on March 8, 2015 in Udine, Italy.  (Photo by Dino Panato/Getty Images)

Una scheda del patron di La7 che si è imposto all’attenzione del mercato editoriale italiano

Un manager nato in pubblicità, che ama sottolineare il suo profilo di editore e con una grande passione per il calcio. Ha sfidato i soci storici di via Rizzoli e ha vinto convincendo il mercato con il suo progetto di un grande gruppo multimediale. La sua passione per lo sport si manifesta da subito, nelle dichiarazioni in cui il presidente del Torino dice di voler investire, in nome e per conto di Rcs, in grandi eventi sportivi, a cominciare dal Giro d’Italia. “Lo guardano in 160 Paesi ma fattura solo 25 milioni, contro i 110 del Tour”.

Urbano Cairo si è imposto all’attenzione del mercato editoriale italiano dopo aver acquisito, nel 2013, l’emittente La7.

Nato a Masio, in provincia di Alessandria, il 21 maggio del 1957, Cairo ha 59 anni e un passato di uomo-Berlusconi alle spalle. Ha infatti cominciato la sua attività di manager come assistente di Silvio Berlusconi presso il gruppo Fininvest. In pochi anni è stato nominato prima direttore commerciale, poi vice direttore generale presso Publitalia ’80, fino ad assurgere, nel 1991, alla carica di amministratore delegato della della Arnoldo Mondadori Editore pubblicità.

Ma, nel 1995, viene licenziato dalla Fininvest. Perché? Perché come altri manager viene coinvolto nell’inchiesta Mani Pulite, ma a differenza di altri lui ammette e patteggia. Viene condannato per falso in bilancio a 19 mesi con la condizionale. La sentenza diventa definitiva nel ’99, ma dopo 5 anni scatta la riabilitazione.

Oggi il suo certificato penale è pulito. Uscito dal Gruppo Fininvest, nel 1995 fonda la Cairo Pubblicità, e comincia a fare diretta concorrenza al gruppo di Silvio Berlusconi. Nel 1996 la Cairo Pubblicità ottiene dal gruppo Rcs la concessione in esclusiva della vendita di spazi pubblicitari sui numerosi periodici.

Nel 1999 acquista la Giorgio Mondadori e un anno dopo, nel 2000, con l’etichetta Cairo Communication, entra entra in Borsa. E’ una crescita che non si ferma. Consapevole della forza del calcio in termini di comunicazione, nel 2005 decide di rilevare il Torino Calcio (allora in serie B) e nel giro di un anno i granata tornano in serie A.

Dopo un paio di retrocessioni e altrettante promozioni, il Toro targato Cairo torna in Europa League. E’ il 2014, i granata mancavano dall’Europa da 20 anni.

Nel 2013, un altro grande passo: l’acquisizione da Telecom Italia dell’emittente La7 per un milione di euro. Ora il grande passo alla conquista del gruppo che detiene il più importante quotidiano italiano. “Mi sono svenato – ha ammesso – ma sono convinto che ne valga la pena. Non vedo Rcs come un centro di potere ma come un’azienda che ha un grosso potenziale inespresso”.

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