È un governo che crea lavoro

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Conforta leggere in queste ore dati che ci parlano di un miglioramento complessivo dei dati sull’occupazione

Ogni anno, celebrare la Festa del Lavoro significa sempre più onorare e realizzare il dettato costituzionale, laddove l’art. 1 della Carta recita, con parole semplici ma altissime, “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”. Oggi più che mai, dopo i colpi feroci di una crisi quasi decennale, Primo Maggio vuol dire assumere la responsabilità del futuro di migliaia di donne e uomini, che nella certezza del lavoro ripongono le possibilità di crescita per sé e per i propri figli. Vuol dire dare strumenti e risorse al patrimonio di saperi e competenze di questo Paese, che alla crisi hanno provato a resistere con tenacia, inventiva e caparbietà: i nostri artigiani altamente qualificati, i nostri giovani ricercatori e ricercatrici, le donne che, nella mancanza di lavoro, si sono inventate un’impresa e ne hanno fatto fiori all’occhiello del nostro tessuto produttivo; le lavoratrici e i lavoratori che con coraggio e sacrificio hanno affrontato riduzioni della loro retribuzione e del loro orario di lavoro pur di preservare il loro posto e contribuire alla sopravvivenza delle loro aziende.

Vuol dire provare a intervenire su tanti meccanismi del nostro mercato del lavoro che da tempo si sono inceppati, impedendo all’Italia di crescere e sviluppare adeguatamente i suoi talenti e le sue specificità. Quando mettiamo in campo nuove riforme, abbiamo in mente di provare a invertire la rotta di un’Italia sonnolenta, per certi aspetti ancora troppo indietro, riservandoci Ma penso anche alla vergogna delle dimissioni in bianco, che con una norma semplice ma incisiva abbiamo finalmente messo al bando: finché anche una sola donna sarà costretta a vivere un simile dramma, non potremo dirci paese civile.

La semplificazione di una burocrazia che complica i rapporti di lavoro; l’esigenza di avere un mercato del lavoro più trasparente, più inclusivo, accessibile a tutti e nel quale chi cerca e chi offre lavoro possano incontrarsi con facilità da e in qualunque punto del Paese. La necessità di avere un sistema di protezione nei momenti di mancanza di lavoro, che sia più equo e che favorisca un sostegno vero, reale a rientrare al più presto nel circuito occupazionale. L’urgenza di dare sostegno alle donne nel non dover più essere costrette a scegliere tra lavoro e figli, e di fornire a questo paese strumenti normativi ma anche, mi sia consentito, culturali per considerare la maternità un valore, una ricchezza per la collettività e non una sorta di stigma per le lavoratrici che decidono di fare un figlio. Questo rimane il nostro obiettivo.

Leggere in queste ore dati che ci parlano di un miglioramento complessivo dei dati sull’occupazione; della disoccupazione che, tra le donne soprattutto, tocca la percentuale più bassa dal 2012 a oggi; della crescita del lavoro tra i giovani. Tutto questo conforta, e spinge a lavorare con impegno ancora maggiore. Con la consapevolezza piena che non tutto è risolto e che il Paese ha ancora bisogno che si investa sulle sue eccellenze e si valorizzi il suo prezioso capitale umano. Come faremo, proprio in questa giornata, con misure di finanziamento alla ricerca e alla cultura, perché pensiamo che sia questa la direzione da seguire, per il nostro futuro e il futuro dei nostri ragazzi. Guardiamo con passione e fiducia a un Paese più bello, più moderno, più inclusivo. Buon Primo Maggio a tutti.

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