È sfida tra Psoe e Podemos per l’alternativa a Rajoy

Spagna
epa05049950 Socialist Party general secretary Pedro Sanchez (C), Ciudadanos' leader Albert Rivera (L) and Podemos' general secretary Pablo Iglesias (R) pose before begining the electoral debate held at the headquarters of El Pais newspaper in Madrid, Spain, 30 November 2015. This is the first electoral debate in Spain for the upcoming general elections on 20 December 2015. Spanish Prime Minister Mariano Rajoy has refused to take part in this debate.  EPA/JUANJO MARTIN

Duro botta e risposta tra i due leader Sánchez e Iglesias, mentre le destre guadagnano terreno

Mancano poco più di dieci giorni alle elezioni in Spagna e la campagna elettorale si sta trasformando in un campo di battaglia per la sinistra. Mentre il Partido Popular di Mariano Rajoy al governo si confermerebbe, secondo l’ultimo sondaggio, il favorito con oltre il 28% dei voti che però non gli consentirebbero di governare senza un accordo per governare. A otto punti percentuali di distanza dal Pp si piazza il Psoe, seconda forza politica del Paese che, però, ha perso terreno.

Ed è in questa situazione che Rajoy continua a smarcarsi dai dibattiti tv per evitare gli attacchi degli altri partiti, mentre all’interno della sinistra è iniziata, insieme alla campagna elettorale, una guerra tra Psoe e Podemos per accaparrarsi i voti degli indecisi che potrebbero fare la differenza per i socialisti o per il partito di Pablo Iglesias.

Il leader socialista Pedro Sánchez punta a “eliminare” Podemos per concentrarsi sulla competizione contro il partito di Rajoy e con un’unica battuta attacca sia Iglesias che il leader dei popolari: “L’unica garanzia di cambiamento è il Psoe; non votarlo (votando Podemos, ndr) significa regalare il voto al presidente della disoccupazione e della corruzione, ovvero Rajoy”. Iglesias, aggiunge Sánchez, “ha un modo strano di fare politica. Dice che il Psoe non può contare sui voti di Podemos se vogliamo formare il governo. Il fatto è che Iglesias ama solo se stesso” ha detto il leader socialista accusando Podemos di voler rubare voti al Psoe anche se “è chiaro che non vincerà le elezioni”.

Iglesias, da parte sua, teme il calo di consensi registrato negli ultimi sondaggi (sarebbe la quarta forza politica con meno del 10%) e cerca, in questi pochi giorni che restano, di recuperare terreno, cercando di prendere il voto degli elettori socialisti delusi. E con lui anche il segretario politico di Podemos Íñigo Errejón che proprio al popolo socialista ha annunciato la “buona notizia”: per queste elezioni hanno un’alternativa, possono votare Podemos. “Sánchez – ha commentato invece Iglesias – è fuori dalla corsa elettorale. E lo dico con amarezza”.

In questa guerra all’ultimo voto tra Psoe e Podemos, la sinistra sembra dimenticare Ciudadanos, il partito liberale moderato, che continua a crescere, almeno secondo gli ultimi sondaggi, posizionandosi come terza forza politica del Paese con un leggero distacco dal Psoe. Il partito di Albert Rivera sarebbe ai livelli dei due principali partiti che hanno governato dal 1982 a oggi e nelle elezioni del 20 dicembre potrebbe rappresentare il vero ago della bilancia.

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