E se “Virginia la valanga” ora travolgesse il M5S?

M5S
La candidata sindaco di Roma, Virginia Raggi, durante il programma di Rai3 ''In mezz'ora'' condotto da Lucia Annunziata, Roma, 12 giugno 2016. Si è trattato del primo confronto in diretta tv tra i contendenti M5S e Pd del ballottaggio a Roma del 19 giugno, la Raggi e Roberto Giachetti. ANSA/ GIORGIO ONORATI

Virginia la valanga ora ha cambiato verso. E sta dirigendo la sua forza distruttrice verso le sue origini

Virginia, la valanga. Molti l’hanno definita così. Sostenitori e detrattori: tutti gli hanno riconosciuto quella vittoria indiscutibile a Roma, quando è riuscita a conquistare lo scranno più alto del Campidoglio. Prima donna sindaco della capitale. Avvocato trentenne ha saputo intercettare il disgusto dei romani per la politica disonesta e sulle macerie di Mafia Capitale ha poggiato le fondamenta di una nuova era grillina, quella dell'”andiamo a comandare“.

Con la fiducia di Grillo, ha fatto tabula rasa dei nemici interni (chiedere a Marcello De Vito), ha silenziato quelle correnti romane che si erano solidificate nel tempo all’interno del movimento dell’uno vale uno, è riuscita a mettere all’angolo le influenze della pluripotenziaria romana Roberta Lombardi.

Molto gli è stato perdonato: dai contatti professionali non dichiarati con lo studio Previti agli incarichi omessi dal curriculum vitae con la società legata a Panzironi, il braccio destro di Alemanno finito nei guai per Parentopoli e per Mafia Capitale

Gli è stato riconosciuto il merito di essere l’evoluzione del grillino medio: fatto solo di attivismo e vaffa sparsi un po’ ovunque contro il sistema. Lei aveva il compito di prendere quell’apriscatole che i suoi colleghi onorevoli cittadini portarono in parlamento e aprire come una scatoletta di tonno le istituzioni del comune di Roma, vero trampolino di lancio per il governo nazionale.

Eppure in questi anni le prove sul campo delle amministrazioni grilline non sono state rose e fiori. Anzi. Da Quarto a Livorno passando per Ragusa e Bagheria il racconto delle scelte politiche non ha bisogno di commenti. Ma certo, Roma è Roma. E da li il M5S voleva partire per la scalata.

Ma Virginia la valanga ora ha cambiato verso. E sta dirigendo la sua forza distruttrice verso le origini: il movimento sta subendo pesanti contraccolpi. La questione romana è diventata un arma a doppio taglio. Una scala da cui si può salire, ma anche precipitare.

In due mesi la giunta non si è nemmeno formata ed è già dilaniata da una raffica di defezioni. L’assessore Muraro per ora viene blindata. Si cerca in questa modo di bloccare la slavina che sta investendo la montagna che l’ha originata.

Ci sono le prime ammissioni: “Ci sono stati degli errori- dice la Raggi – ma ora siamo più forti”. Ma la domanda è: questa forza contro chi si scaglierà?

 

Vedi anche

Altri articoli