Addio a Marco Pannella, l’Italia si inchina

Politica
Roma, 20.03.1979 - Marco Pannella occupa per protesta gli uffici del direttore del GR2 Gustavo Selva.ARCHIVIO ANSA

All’età di 86 anni si è spento il leader radicale

È difficile dare una definizione di Giacinto Pannella detto Marco, che si è spento questa mattina a Roma. Politico, giornalista, militante, radicale e provocatore. E’ stato tante cose, e per tutti, a prescindere dal colore politico, un punto di riferimento.

Nato a Teramo nel 1930 e laureatosi in giurisprudenza a soli venti anni, è poi diventato un giornalista professionista.

Nel 1955, insieme a Eugenio Scalfari, Mauro Pannunzio, Ernesto Rossi e Leo Valiani fonda il Partito radicale: “Noi siamo diventati radicali perché ritenevamo di avere delle insuperabili solitudini e diversità rispetto alla gente, e quindi una sete alternativa profonda, più dura, più “radicale” di altri… Noi non “facciamo i politici”, i deputati, i leader… lottiamo, per quel che dobbiamo e per quel che crediamo. E questa è la differenza che prima o poi, speriamo non troppo tardi, si dovrà comprendere”. Il partito si presenta alle elezioni del 1958 insieme ai repubblicani, ottenendo 1,37% dei voti e 6 seggi alla Camera.

Dopo una breve esperienza come corrispondente da Parigi per “Il Giorno” torna in Italia e nel 1963 assume la segreteria del Partito radicale. Nel 1965 si fa promotore della campagna a favore del divorzio, costituendo la Lega italiana divorzio, che vede trionfare i sì al referendum, nonostante la battaglia contraria della Democrazia Cristiana.

L’anno dopo viene arrestato a Sofia, dove si era recato per protestare contro l’invasione della Cecoslovacchia. In quella occasione metterà in atto anche il primo grande digiuno di tipo gandhiano, condotto assieme a numerosi altri militanti nonviolenti, che caratterizzerà tutta la sua vita politica.

Nel 1976 viene eletto per la prima volta alla Camera (sarà rieletto nel ’79, nell’83 e nell’87). Sono anni difficili per il nostro paese, dilaniati dal terrorismo e dalle lotte studentesche: il Partito radicale e Pannella sono in prima linea per la giustizia e la liberalizzazione delle droghe leggere, ma anche per le lotte transnazionali contro la fame nel mondo, poi i casi dell’uccisione di Giorgiana Masi, proprio ad un sit-in radicale, e il rapimento Moro (per cui Pannella sposa una linea garantista).

Il 17 Maggio del 1981, il 67,9% degli italiani vota per il “No” al referendum abrogativo della legge sull’aborto, un’altra grande campagna sostenuta dai radicali.

Nel 1992 Pannella si presenta alle elezioni politiche con la “Lista Pannella“: ottiene l’1,2% dei voti e 7 deputati. A settembre dello stesso anno, appoggia la manovra economica del governo di Giuliano Amato. Alle elezioni politiche del 1994 si schiera con il Polo di Berlusconi. Nel ’99 viene rieletto parlamentare europeo, con la Lista Bonino.

Negli anni Duemila porta avanti le sue storiche battaglie per la libertà di ricerca scientifica,  per la libertà di cura e i diritti dei malati ma anche contro la pena di morte. Ma la sua battaglia più grande è quella per le condizioni delle carceri italiane, per cui Pannella ha messo in atto, nel 2011, lo sciopero della fame più lungo; Pannella, allora 81enne, digiunò quasi completamente, ingerendo solo liquidi, per circa tre mesi.

Attivissimo fino all’ultimo, il leader radicale ha lottato per anni contro due tumori. Una battaglia che non poteva vincere.

Il saluto all’ex leader radicale

Si è spento questa mattina a Roma Marco Pannella. Il leader radicale, che aveva 86 anni, era stato portato ieri in clinica in condizioni critiche. È previsto per domani pomeriggio la camera ardente a Montecitorio. Nella notte fra venerdì e sabato, una veglia nella sede storica del Partito radicale in via di Torre Argentina. Sabato mattina a piazza Navona la cerimonia funebre.

Dalla politica, dal mondo della cultura e persino dagli esponenti delle comunità religiose, è arrivato il ricordo commosso. A partire dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Protagonista della politica italiana, senza mai essere legato al potere, ha combattuto battaglie di grande importanza, particolarmente nel campo dei diritti. Ha rappresentato con passione tanti cittadini, riuscendo non di rado a trasformare una condizione di minoranza nell’avvio di processi di cambiamento”. “Credo che Marco mancherà a tutti, a questo Paese e persino agli avversari, perché penso che gli riconoscano la sua forza, la sua invettiva. Aiutato da molti di noi, ha reso più libero e consapevole il Paese”, ha detto a Radio radicale l’ex ministro Emma Bonino. Anche il radicale Roberto Giachetti, da sempre vicino a Pannella, ha scritto su Twitter un ricordo: “Caro Marco, vorrei solo dirti, di questa solitudine che mi lasci avvolta nel dolore. E dirti che quella nostra rosa per me ci sarà ancora”. Vasco Rossi, dalla sua pagina Facebook lo ha salutato così: “Viva Marco Pannella! Sempre vivo nei nostri cuori e nelle nostre conquiste sociali!”. “Addio Marco – ha scritto invece Roberto Saviano -, sembrava che nulla potesse fermarti e in qualche modo non lo farà la morte”. Il cantautore Francesco De Gregori ha scritto: “Tanti anni fa, in occasione di uno dei suoi digiuni, lo chiamai e gli dissi che ero preoccupato per lui. Mi rispose con voce tonante ‘non preoccuparti, occupatene!’. Questo è il ricordo che oggi, nel dolore per la sua scomparsa, mi resta di Marco Pannella. Una lezione di vita e di coerenza”.

 

 

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