Unioni civili: è legge. Per l’Italia è un passo storico

Unioni civili
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Dopo la fiducia, arriva anche l’ok definitivo. Per l’italia un grande passo avanti nel campo dei diritti

La Camera dei deputati ha dato il suo via libera definitivo alla legge sulle unioni civili con 372 ‘sì’ e 51 voti contrari. L’11 maggio 2016 sarà ricordato come un giorno storico. Il giorno in cui migliaia di cittadini italiani si vedono finalmente riconoscere nuovi e importanti diritti.

Il momento del voto 

Per Monica Cirinnà, prima firmataria della legge, è il compimento di una battaglia lunga due anni che segna la prima tappa di un lungo percorso verso il riconoscimento della genitorialità e del matrimonio egualitario (qui la sua intervista).

> ECCO COSA PREVEDE LA NUOVA LEGGE

Con l’approvazione della nuova legge, su cui il governo aveva posto la fiducia, l’Italia recupera finalmente il ritardo accumulato nei confronti di gran parte dei paesi europei. Il lungo iter parlamentare ha fatto sì che alcun capisaldi del ddl originario, come la step child adoption, fossero accantonati per mettere al sicuro l’intero disegno di legge. Scelta dolorosa e contestata ma che, di fatto, ha permesso di non vanificare gli sforzi fatti negli ultimi mesi.

Uno degli interventi più intensi di oggi in Aula è stato quello del democratico Alessandro Zan. Il deputato ha parlato della norma come di una legge, prima di tutto, “sulla cultura”.  “I miei genitori sono stati subito dalla mia parte, –  ha detto in Aula durante la sua dichiarazione di voto – molti altri non sono stati così fortunati: è anche per questo che la legge sulle unioni civili è anche e soprattutto una legge sulla cultura. Del resto, cosa si guadagna a voler continuare a impedire la felicità altrui? Nulla“. (qui il video dell’intervento)

“Un giorno di festa”, come ha ricordato il premier oggi su Facebook, che ha dovuto fare i conti con le polemiche scatenate dalla destra nelle ultime ore. Ieri, il candidato del centrodestra al comune di Roma, Alfio Marchini, ha detto che non celebrerà mai le unioni civili nel caso in cui diventasse sindaco e oggi gli ha fatto eco Matteo Salvini che ha chiesto ai sindaci leghisti di “disobbedire. Ma la legge è legge. Per tutti, anche per i sindaci della Lega. “Devono rispettarla” ha ribadito a stretto giro il ministro Boschi. Come sono state rispettate le varie sensibilità che si sono confrontate durante tutto il difficile iter che la legge ha affrontato. Una discussione tra le più travagliate della storia repubblicana e che oggi è giunta ad un felice epilogo. Per tutti.

 

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Il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, con Micaela Campana (sopra) durante il dibattito sulla fiducia posta dal governo sul ddl sulle unioni civili nell'Aula della Camera, Roma, 11 maggio 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

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