E-book con finali a scelta: sono ancora libri?

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L’e-book non hanno sfondato, nel 2015 le vendite negli Stati Uniti sono calate del 10%

Qualche anno fa gli ebook furono presentati come la panacea del sistema editoriale e come antipasto di un futuro splendido e radioso. Dopo la curiosità iniziale, i dati dicono che non l’hanno fatta. Non hanno sfondato. Nel 2015, nel mercato statunitense la vendita del libro elettronico è calata del dieci per cento, occupando il venti per cento del mercato editoriale complessivo. In Italia le cose vanno ancora peggio: i dati del 2014 dicevano che questo mercato corrispondeva a circa il sette per cento di quello complessivo.

Più di uno studioso e più centri di ricerca si sono interrogati sui perché di questo mancato decollo. Somiglia troppo al libro di carta, si sono detti in molti. Ora i ricercatori del Creative Labs di Google, insieme con una piccola casa editrice londinese, la Visual Editions, si sono messi a produrre un formato tutto nuovo di ebook. Hanno sfornato, per ora, due esemplari. Si tratta di un prodotto del tutto nuovo che non potrà essere stampato e che troverà la sua naturale soddisfazione (solo?) negli smarphone. Qual è la novità? I libri saranno pensati e scritti solo nella versione digitale e, perciò arricchiti di percorsi che non possono essere trasferiti sulla carta. Questo tipo di ebook permetterà, ad esempio, di vivere i luoghi reali nei quali è ambientata la trama o permetterà, quando il lettore si troverà ad un bivio narrativo, di imboccare questo o quell’intreccio, e di immedesimarsi nella vena creativa – o nell’impasse – dello scrittore. Sceglierà, così, di avere un finale anziché un altro.

Qualcosa che va oltre quelle forme di scrittura creativa di cui si sono già avuti molteplici esempi. Siamo di fronte ad un ripensamento totale del concetto di libro che nella sua versione di carta esiste ormai da più di quattrocento anni, grazie a Gutemberg. I sostenitori di questa nuova via sono convinti che il digitale abbia un potenziale narrativo che non si può trasferire su carta. È vero ed è giusto, proprio per questo, che la via sia percorsa fino in fondo. Avremo così nuovi e magnifici prodotti visivi. Ma potremo ancora chiamarli libri?

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