Due omicidi in 24 ore. La violenza sulle donne come una strage

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A Lucca muore l’infermiera aggredita ieri mentre a Caserta un uomo si è costituito dopo aver ucciso a coltellate la sua compagna

È morta questa mattina intorno alle 6 Vania Vannucchi, l’infermiera di 46 anni data alle fiamme ieri a Lucca. Lo ha confermato l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana. La donna, colpita con del liquido infiammabile e poi data alle fiamme, era stata ricoverata in gravissime condizioni all’ospedale Cisanello di Pisa con ustioni di terzo grado. Il presunto aggressore, un ex collega della donna, è stato arrestato ieri dalla polizia.

E’ stato invece un coltello ancora insanguinato l’oggetto con cui Nicola Piscitelli, 55enne di Arienzo (Caserta), si è presentato stamattina  alla stazione dei carabinieri di Santa Maria Capua Vetere (Caserta). Si è presentato spontaneamente dopo avere ucciso la sua compagna a Cava Tifatina nel comune di San Prisco (Caserta).  Il corpo di Rosaria Lentini, catanese 59enne, è stato trovato all’interno di un sacco a pelo nel luogo segnalato dall’uomo.

Due fatti di cronaca che mostrano ancora una volta il dramma e l’abominio di un violenza efferata che miete vittime a ritmo incessante. I numeri legati alle vittime di femminicio sono impressionanti. Nei primi cinque mesi dell’anno le donne uccise erano già 55 , bilancio che era stato aggiornato dopo la tragica morte di Sara Di Pietrantonio, la 22enne uccisa e data alle fiamme dall’ex fidanzato a Roma. Quarantatré di questi omicidi, secondo l’istituto di ricerche economiche e sociali Eures, sono avvenuti all’interno del nucleo familiare, e la metà (27) all’interno della coppia. Il dato è in diminuzione rispetto alle 63 donne uccise nello stesso periodo dell’anno scorso. Ma da almeno dieci anni i femminicidi sono in costante aumento.

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