Draghi spinge la crescita, ma non nasconde i rischi

Economia
European Central Bank President Mario Draghi addresses the Committee on Economic and Monetary Affairs at the European Parliament in Brussels, February 15, 2016. AFP PHOTO/Emmanuel Dunand / AFP / EMMANUEL DUNAND

Il presidente della Bce alza le stime del Pil europeo per il 2016, ma è preoccupato dalla crisi dei mercati emergenti e dalla Brexit: “Siamo pronti a tutto”

Una crescita “modesta ma stabile”, che porta la Bce ad alzare la stima prevista per il 2016 a un +1,6% (era all’1,4%), nonostante un probabile rallentamento dell’economia europea nel secondo trimestre dell’anno. Mario Draghi continua a rassicurare i mercati, confermando che i tassi di interesse dell’Eurozona rimarranno bassi ancora a lungo, mentre il Quantitative Easing sarà operativo almeno fino al marzo 2017.

La ripresa è sostenuta soprattutto dalla domanda interna, mentre a preoccupare sono, da una parte, il rallentamento dei mercati emergenti, che frena le esportazioni, e dall’altra il referendum britannico di fine mese. “Rimanere nell’Unione europea fa bene alla Gran Bretagna e fa bene all’Europa”, ha scandito Draghi, assicurando comunque che la Bce rimane “pronta a ogni evenienza”.

La priorità per il presidente della Bce adesso rimane comunque l’attuazione delle misure già varate, piuttosto che nuovi interventi. In tal modo, si dovrebbe riuscire a riportare l’inflazione verso l’alto (lo 0,2% nel 2016, contro una precedente previsione dello 0,1%) e sostenere la crescita: la stima per il 2017 e per il 2018 è di un +1,7%.

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