Draghi: “La mia nazionalità appassiona solo i media tedeschi”

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Il presidente della Bce in un’intervista alla Bild: “Che differenza farebbe se un non italiano fosse al posto mio? Nessuna. Terrebbe la stessa rotta che teniamo adesso”

Sono italiano, ma la mia nazionalità è un tema che “non appassiona nessuno al mondo a parte i media tedeschi“. Parola di Mario Draghi, che torna sullo scontro con il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ribadendo che la Bce non sta a sentire i politici, e risponde con un altolà al sospetto che la ‘sua’ Bce stia rendendo la vita più facile ai governi di Renzi in Italia o di Hollande in Francia.

L’occasione è un’intervista alla Bild, il ‘tabloid’ tedesco che torna sul tema, estremamente popolare in Germania, dello svantaggio per i risparmiatori tedeschi dei tassi negativi introdotti dalla Bce e sulle accuse rivolte al ‘presidente italiano’ del guardiano della stabilità dei prezzi. “Che differenza farebbe se un non italiano fosse al posto mio? Nessuna. Terrebbe la stessa rotta che teniamo adesso. Tutte le altre grandi banche centrali del mondo stanno seguendo politiche simili”, replica Draghi incalzato sui timori dei tedeschi per una nazionalità percepita come più ‘spendacciona’ e sull’appello di alcuni settori politici perché il prossimo presidente della Bce sia tedesco.

Una difesa che riguarda anche i rapporti con i governi: il quantitative easing ha indubbiamente tolto molte castagne dal fuoco di Roma o Madrid o Parigi (si pensi agli spread e al risparmio sulla spesa per interessi), ma l’italiano alla guida della Bce ricorda che l’Eurotower agisce per l’Eurozona come un tutt’uno. “No”, è la risposta secca alla domanda se la Bce non abbia reso più facile la vita all’Italia o alla Francia togliendo la pressione dei mercati. “La gran parte dei governi si sta muovendo, anche se troppo lentamente a mio personale avviso. Sarebbe bene se facessero di più. Ma questo non dipende direttamente dalle politiche della Bce”.

 

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