Draghi avverte: “Le prospettive per l’economia mondiale sono circondate da incertezza”

Economia
Il presidente della BCE Mario Draghi durante la celebrazione del centenario della nascita di Federico Caffè alla facolta' di economia di Roma Tre, Roma, 12 novembre 2014. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Ma il governatore della Bce prova a rassicurare ancora una volta i mercati: “La Bce non si piegherà a un’inflazione troppo bassa”

“L’inflazione continua a restare bassa e si pongono interrogativi su dove andrà l’Europa e sulla sua capacità di tenuta a fronte di nuovi shock”. Sono le parole di Mario Draghi, pronunciate durante l’introduzione al rapporto annuale della Bce, che pongono l’accento sul rallentamento dell’economia mondiale. “Dobbiamo fronteggiare persistenti forze disinflazionistiche” continua il presidente, sottolineando come le prospettive per la ripresa globale siano “circondate da incertezza”.

Il governatore dell’Eurotower sfrutta poi l’occasione per evidenziare quanto fatto finora in materia di politica monetaria rassicurando ancora una volta che la Bce farà di tutto per risollevare l’inflazione. “A fine anno – spiega – abbiamo ricalibrato la nostra politica per fronteggiare nuovi effetti avversi derivanti dagli andamenti economici mondiali, che hanno spinto al ribasso le prospettive di inflazione. Questi effetti avversi – aggiunge Draghi – si sono intensificati agli inizi del 2016, rendendo necessario, da parte nostra, un orientamento ancora più espansivo della politica monetaria. Abbiamo ribadito che, anche dinanzi a forze disinflazionistiche su scala mondiale, la Bce non si piega a un livello di inflazione eccessivamente basso“.

Insomma, sottolinea Draghi rassicurando anche i cosiddetti “falchi” avversi alle misure di natura espansiva: senza le misure della Bce, il 2015 si sarebbe chiuso in deflazione. Quanto alle prospettive, il titolare dell’Eurotower assicura che “il Qe porterà una crescita dell’1,5% del Pil nel periodo 2015-18 nell’eurozona”.

Prima di Draghi, al Parlamento europeo, ha parlato anche il numero due della Bce, Vitor Costancio. Il vicepresidente ha voluto ribadire il messaggio lanciato da Draghi all’ultimo Vertice Ue, ovvero lo stretto legame che dovrebbe esserci tra l’integrazione e la condivisione delle politiche, due aspetti che secondo l’Istituto di Francoforte incidono fortemente sulle prospettive di ripresa economica e di fiducia politica nella zona euro. “Lasciare l’unione monetaria incompleta – ha detto Costancio – ci rende troppo fragili e vulnerabili per essere in grado di fronteggiare futuri choc“.

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