Mossa a sorpresa di Draghi: azzerati i tassi. Ma il bazooka non basta ai mercati

Europa
FILE - In this July 5, 2012 file photo President of the European Central Bank Mario Draghi speaks during a news conference in Frankfurt, central Germany.  Draghi said in an interview with French daily publication Le Monde posted on the bank's website Saturday, July 21, 2012,  that predictions of a eurozone "explosion" underestimate "the political capital that our leaders have invested in this union, as well as the support of European citizens." (AP Photo/dapd, Mario Vedder, File)

Il Consiglio Direttivo della Bce ha deciso un intervento più ampio del previsto sui tassi e un’aumento degli acquisti dei titoli di Stato

La Bce mette in campo l’artiglieria pesante con un allentamento della politica monetaria molto più vasto di quanto si attendessero i mercati. “Un pacchetto di sei misure di stimolo con cui puntiamo a stimolare il credito e a rafforzare la ripresa”, sottolinea Draghi durante la conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo

Tassi di interesse a zero, l’ammontare degli acquisti mensili di titoli nell’ambito del ‘quantitative easing’ esteso a 80 miliardi, l’allargamento del programma alle obbligazioni delle aziende e Tltro a tassi negativi, ovvero le banche potrebbero di fatto essere pagate dalla Bce per fornire credito all’economia. Più che un bazooka, una “bomba nucleare”, ha scherzato un giornalista durante la conferenza stampa del governatore della Bce.

Questo allentamento senza precedenti – ha spiegato Draghi – approvato a “maggioranza schiacciante” (e senza Jens Weidmann, il falco della Bundesbank, tra i membri del direttivo con diritto di voto) è dovuto al radicale mutamento del quadro macroeconomico avvenuto negli ultimi mesi, con il forte aumento della volatilità dei mercati e una ripresa che ancora stenta. Le nuove stime della Bce illustrate da Draghi stesso parlano chiaro: le stime sul tasso di inflazione nell’Eurozona per il 2016 sono state abbassate drasticamente dall’1% allo 0,1% e quelle sul Pil dall’1,7% all’1,4%.

Tuttavia, le Borse europee, dopo l’accelerazione verso l’alto registrata dopo l’annuncio di Draghi, invertono la rotta e chiudono in negativo, con la sola Madrid appena sopra la parità (+0,07%), spinte anche dalla performance negativa di Wall Street. L’Ftse 100 di Londra ha perso l’1,78%, il Dax di Francoforte il 2,31%, il Cac 40 di Parigi l’1,70% a 4.350 punti e l’Ftse Mib di Milano lo 0,50%.

La brusca inversione di tendenza non è semplice da interpretare. I listini mostrano una flessione forte e generalizzata dei titoli industriali e delle materie prime (il prezzo del petrolio era però tornato in calo già  stamattina). Il ritracciamento dei mercati è probabilmente connesso all’impennata dell’euro, successiva alla dichiarazione di Draghi secondo cui non sarebbe previsto un ulteriore abbassamento del costo del denaro. E i titoli delle imprese esportatrici, che speravano in un tonfo della moneta comune, sono quindi stati venduti. L’andamento dei finanziari è stato invece contrastante. Milano e Madrid se la sono cavata proprio perché gli acquisti sui bancari sono stati abbastanza robusti da limitare i danni. Mentre a Francoforte gli istituti bancari sono andati in territorio negativo.

La causa è probabilmente il differente impatto dei nuovi stimoli sui diversi sistemi bancari dell’Eurozona. Le banche italiane e spagnole, con la pancia piena di sofferenze, hanno guardato con sollievo al nuovo piano di ‘Tltro’ e all’estensione del ‘Qe’ ai covered bond, che avrà un impatto positivo su quelle aziende che della banche sono debitrici. Ipotesi che sembrerebbe confermata dalla chiusura in rialzo di Atene (+2,09%) e dalla lievissima flessione di Lisbona (-0,11%). L’erosione della redditività degli istituti connessa ai tassi negativi preoccupa invece soprattutto le banche tedesche, come dimostrato dalle forti critiche delle ‘sparkasse’, le casse di risparmio teutoniche, nei confronti della politica della Bce.

 

Vedi anche

Altri articoli