Dopo 7 anni il primo Natale con il segno più. Codacons: “Smentiti i corvi”

Economia
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Confcommercio e Codacons prevedono una crescita complessiva dei consumi durante le feste di Natale.

Dopo anni di tagli e austerity, le famiglie italiane torneranno a spendere sotto le feste di Natale. Lo prevede Confcommercio, lo conferma Codacons. La previsione che emerge dall’Ufficio studi dell’associazione dei commercianti parla chiaro: saranno spesi 10 miliardi, il 5% in più rispetto allo scorso anno. In pratica, ogni persona spenderà 166 euro in regali.

Un ottimismo che viene confermato a stretto giro da chi concretamente dovrà mettere mano al portafoglio, i consumatori. Secondo Codacons, infatti, il Natale 2015 sarà meno amaro per le famiglie italiane e lo studio presentato oggi da Confcommercio – sottolinea l’associazione – smentisce i soliti “corvi” che, a fini politici, speravano in consumi catastrofici sotto le feste, creando un clima di negatività e sfiducia che non aiuta certo il paese e la ripresa.

Le due associazioni riflettono dunque il clima di fiducia che ormai si respira da diverse settimane, certificato in più occasioni dall’Istat. E così, anche se i livelli pre-crisi restano ancora lontani, gli economisti dell’associazione dei commercianti continuano ad accompagnare la corrente di ottimismo: la ripresa c’è – afferma l’ufficio studi di Confcommercio – e l’incubo terrorismo non dovrebbe sconvolgere tutto, perlomeno nel breve termine.

Bene anche i provvedimenti contenuti nella legge di stabilità, secondo l’associazione guidata da Carlo Sangalli, grazie ai quali sono disponibili circa 5 miliardi di maggiori redditi da spendere in consumi.

Tornando alle spese di Natale, se da un lato gli economisti di Confcommercio prevedono una crescita complessiva dei consumi dell’1,3% rispetto allo scorso anno, grazie anche all’aumento dell’1,6% dell’ammontare delle tredicesime, dall’altra parte Codacons parla del Natale meno amaro degli ultimi sette anni, sottolineando che la ventata di consumi riguarderà soltanto alcuni settori, come giocattoli, alimentari, hi-tech e non altri comparti come abbigliamento e soprattutto il turismo, che risente dei gravi fatti di Parigi.

Da sottolineare, infine, anche alcune percentuali interessanti di Confcommercio: resta alta, il 73%, la percentuale di quanti prevedono una festa più sobria, anche se l’86% effettuerà regali. E se il 52,5% ritiene i regali una spesa piacevole, ad aspettare gli ultimi giorni per i regali sarà il 37,3% contro il 47,3% nel 2014.

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