Dopo Johnson anche Farage scappa

Brexit
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A sorpresa lascia il leader dell’Ukip. L’era del dopo Farage fa tremare, forse più della sua permanenza in carica

Prima Johnson poi Farage. Il fronte dei vincitori del referendum per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea sembra si stia sfaldando, anche se i motivi rimangono oscuri.

Se per l’ex sindaco di Londra le ragioni sembrano essere tutte interne al Partito conservatore e alla corsa per la leadership, per Farage la sorpresa è davvero totale. Lui parla di “riappropriarsi della propria vita” e dice di “non aver mai avuto avuto aspirazioni a diventare un politico di professione”, ma queste giustificazioni, così deboli, possono bastare a motivare una scelta così improvvisa o c’è qualcos’altro dietro?

ImmaginePolemiche all’interno dell’Ukip ci sono, non si possono nascondere. Il deputato Douglas Carswell – unico parlamentare eletto del partito nazionalista- ha twittato uno smiley proprio mentre il ‘grande capo’ annunciava le sue dimissioni. Non è la prima volta che fra i due ci sono scintille, anche sulla gestione della campagna pro-Brexit, pur riconoscendo a Farage di aver “avuto un ruolo” nella vittoria al referendum, Carswell ha detto alla Bbc che la sua uscita di scena rappresenta “una grande opportunità” per il partito.

Sarà proprio così? Analisti e giornalisti inglese hanno colto una minaccia per cui non nascondono la loro preoccupazione: “Non fate festa per la dimissioni di Farage – avverte su Twitter Owen Jones del Guardian -. L’Ukip potrebbe diventare una minaccia molto più grande per i seggi del Labour al nord”. Il docente di politica, Rob Ford, cerca di guardare oltre e commenta: “Se l’Ukip lo sostituirà con qualcuno meno polarizzante e con un appeal maggiore, sia i laburisti che i conservatori avranno bei grattacapi”.

L’era del dopo Farage fa quindi tremare, forse più della sua permanenza in carica.

Ciò che è certo è che tutti coloro che hanno architettato la Brexit, da chi l’ha cercare di scongiurare come Cameron, a chi l’ha voluta tanto intensamente, oggi decidono di scappare e non gestire le conseguenze. Nessuno ha forse il coraggio – o le capacità – di affrontare la crisi che hanno provocato.

 

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