Dopo il tris di Cannes il cinema italiano ci riprova a Venezia con un poker

Cinema

In corsa per il Leone d’Oro Bellocchio, Guadagnino, Guadino e Messina

A Cannes, con tre autori italiani importanti (Moretti, Garrone e Sorrentino), non si portò a casa niente. L’Italia cinematografica ci riprova alla Mostra di Venezia (2-12 settembre) , con quattro film: Sangue del mio sangue di Marco Bellocchio,  A bigger splash di Luca Guadagnino, L’attesa dell’esordiente Piero Messina e Per amor vostro di Giuseppe Gaudino.

Altri due film italiani nella sezione Orizzonti: Alberto Caviglia in “Pecore in erba” e “Italian Gangster” di Renato De Maria. E tre Fuori Concorso – “L’esercito più piccolo del mondo” di Gianfranco Pannone, “Gli uomini di questa città io non li conosco” di Franco Maresco e “Non essere cattivo”, il film di Claudio Caligari completato da Valerio Mastandrea dopo la recente scomparsa del regista.

«Stiamo attenti a non illuderci», ha detto il direttore della Mostra Alberto Barbera. “Sono tanti, quattro in gara poi non c’erano da tempo, è un bel segnale forte al cinema italiano ma questo significa che lo stato di salute della nostra filmografia è ottimo? Temo di no, tantissime produzioni ma non altrettanta qualità, ci sono più ombre che luci».

Ci sono poi  da considerare le Giornate degli autori (“Viva la Sposa” di Ascanio Celestini, “Arianna” di Carlo Lavagna, “La prima luce” di Vincenzo Marra con Riccardo Scamarcio) e la Settimana della critica (“Banat” di Adriano Valerio).

In dettaglio, ecco i 4 film in concorso:

Sangue del mio sangue (di Marco Bellocchio) con Roberto Herlitzka, Pier Giorgio Bellocchio, Lidiya Liberman, Filippo Timi, Alba Rohrwacher, racconta di Federico, un uomo d’armi, viene sedotto come il suo gemello prete da suor Benedetta che verrà condannata ad essere murata viva nelle antiche prigioni di Bobbio (il paese natale di Bellocchio). Nello stesso luogo, secoli dopo, tornerà un altro Federico, sedicente ispettore ministeriale.  

 

Per amor vostro (di Giuseppe Gaudino)  racconta di Anna (Valeria Golino), moglie di un camorrista, che vive, da quarant’anni, nel suo angolo d’inferno. Prigioniera dei doveri, della famiglia. Confortata da «anime poverelle» del sottosuolo, in realtà circondata da molti demoni, reali e immaginari.

 

A Bigger splash (di Luca Guadagnino) evoca La Piscina, il film di Jacques Deray con Alain Delon e Romy Schneider per raccontare la storia di una coppia di americani, Paul (Ralph Fiennes) e Marianne (Tilda Swinton, la sua attrice-musa), che trascorre una vacanza in Italia e si trova in difficoltà quando la moglie invita un ex amante e la sua giovanissima figlia (Dakota Johnson, reduce da 50 sfumature), scatenando gelosia e pericolosi scenari erotici.

 

L’attesa (di Piero MESSINA), con Juliette Binoche, è la storia di Anna e Jeanne, isolate in una villa dell’entroterra siciliano, che aspettano insieme l’arrivo di Giuseppe, figlio della prima, fidanzato della seconda. E la loro attesa diventa anche un atto di amore e di volontà.

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