Riina in tv, bufera su Vespa. Grasso: “Non lo guarderò”, Bersani non ci va

Televisione
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Il giornalista conferma la messa in onda dell’intervista registrata al figlio del boss

Dopo i Casamonica, ora sarà la famiglia Riina la protagonista della puntata di questa sera di Porta a Porta. Si tratta di un’intervista registrata a Padova nella quale Bruno Vespa si è confrontato con il figlio di Totò Riina, Salvo che per la prima volta parla in tv, la televisione pubblica.

Una lunga intervista – commentata in studio da Antonio Emanuele Schifani, figlio di uno degli agenti della scorta di Falcone, da Giuseppe Enrico Di Trapani del Comitato Addiopizzo, da Luigi Li Gotti, difensore di Buscetta e di Brusca e dal giornalista Felice Cavallaro – durante la quale il figlio di Riina racconta i sedici anni accanto al padre latitante, quel padre che guardava in tv le immagini delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Allo stesso tempo, però, Salvo Riina si rifiuta di rispondere alle domande su Falcone e Borsellino e non prende le distanze dai delitti commessi dal padre.

“Se questa sera andrà in onda l’intervista al figlio di Totò Riina, avremo la conferma che Porta a Porta si presta ad essere il salotto del negazionismo della mafia e chiederò all’Ufficio di Presidenza di convocare in commissione la presidente e il direttore generale della Rai” ha commentato la presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi. “Mi auguro che in Rai – aggiunge Bindi – ci sia un ripensamento”.

Ma il giornalista, rispondendo a una domanda dell’Ansa sulla messa in onda dell’intervista, assicura: “Confermo che andrà in onda”, dichiara Vespa. E il presidente del Senato Pietro Grasso dichiara su Twitter di non voler vedere la puntata della trasmissione.

“In 20 anni di Porta a Porta Vespa non si è mai occupato del delitto Mattarella e non ha mai invitato in studio il fratello, oggi presidente della Repubblica. Adesso invita il figlio del carnefice. È questo il nuovo servizio pubblico?” domanda il segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, in un’intervista a IlGiornale.it.

E Pierluigi Bersani fa sapere che stasera non andrà alla trasmissione, dove era previsto.

E mentre il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico, esige “trasparenza massima”, Anzaldi aggiunge: “La convocazione straordinaria e urgente del presidente Roberto Fico alla presidente Rai Monica Maggioni e al dg Campo Dall’Orto in commissione di Vigilanza deve partire immediatamente, nel pomeriggio stesso, alla luce di quello che sta accadendo in Rai. Altrimenti è inutile che i cinquestelle protestino, se non riescono a far funzionare le istituzioni di garanzia che presiedono”.

Sulla vicenda, il Pd ha chiesto inoltre al presidente della commissione di Vigilanza Rai l’audizione del direttore di Rai Uno Andrea Fabiano, come ha annunciato Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai. “Come fatto con l’allora direttore Giancarlo Leone in occasione della partecipazione a Porta a Porta dei rappresentanti della famiglia Casamonica – spiega Peluffo -, chiederemo a Fabiano di fare chiarezza su un invito che riteniamo incompatibile con la missione affidata al servizio pubblico”.

E sette senatori – Lucrezia Ricchiuti, Donatella Albano, Maria Cecilia Guerra, Maurizio Migliavacca, Gianluca Rossi, Vincenzo Cuomo e Laura Puppato – hanno chiesto, con una lettera al presidente Fico e per conoscenza alla presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, di “convocare al più presto una seduta della Commissione di vigilanza” per “verificare presupposti e misura di sanzioni sulla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo per questi episodi che oggettivamente rischiano di far sembrare la televisione pubblica il salotto in cui le associazioni criminali sono di casa. Il fine di cronaca di intervistare il figlio di Riina, che mai si è dissociato dai crimini del padre, è nullo. Si tratta solo di un momento di indebita pubblicità a una famiglia che in nessun modo contribuisce all’elevazione civica e culturale del Paese”.

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