Dopo Grey’s Anatomy i medici tornano in prima linea?

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Il medical drama è cambiato nel corso degli anni: tutte le serie tv hanno, però, un elemento in comune: la profonda umanità dei personaggi

Chicago Hospital, Nip/Tuck, Dr House, E.R. Medici in prima linea, Grey’s Anatomy, Scrubs, Private Practice: gli americani sono dei veri appassionati di serie tv ambientate in studi medici e ospedali. Dagli anni ’50 ad oggi hanno raccontato centinaia di storie di tirocinanti, chirurghi, psichiatri, passando dalla sit com al drama, dallo stile più classico a quello più innovativo, registrando successi e insuccessi, ma senza mai passare di moda. Praticamente esistono da quando esiste la tv.

Per il nostro pubblico il discorso è diverso: questo genere di telefilm è approdato in Italia molto più tardi. Gli italiani sono entrati nelle corsie degli ospedali statunitensi, soap opera a parte, intorno agli anni ’90 con le serie Chicago Hospital (o Chicago Hope) ed E.R. Medici in prima linea, entrambe ambientate a Chicago. La seconda, in particolare, riuscirà a conquistare gli spettatori italiani e non solo, diventando una delle serie tv più longeve di sempre, trasmessa dal 1994 (dal 1996 in Italia) al 2009, e rinnovata per ben quindici stagioni.

Dopo E.R. sembrava difficile arrivare a quei livelli, ma il genere ha saputo rinnovarsi infinite volte e toccando nuove vette con il dissacrante Dr House e poi con Grey’s Anatomy, il medical drama firmato da Shonda Rhimes. Cercando di raggiungere un pubblico sempre più vasto, gli sceneggiatori hanno moltiplicato le sottotrame, soffermandosi sulle vicende personali, spesso romantiche, dei personaggi che popolano l’ospedale, rendendoli non solo medici, ma anche molto umani.

Dopo che Grey’s Anatomy ha portato all’ennesima potenza le storie personali e amorose dei medici del Seattle Grace, il genere sembra ormai talmente saturo da non poter percorrere più nuove strade. Non resta che creare nuove serie sulla falsariga del capolavoro della Rhimes oppure imporre un cambio di rotta al medical drama, magari tornando anche alle “origini”, con uno sguardo nostalgico a E.R. Medici in prima linea la serie che ha introdotto vent’anni fa il concetto moderno di medical drama.

Forse proprio alla serie creata dallo scrittore Michael Crichton, ha voluto rendere omaggio Michael Seitzman, autore di Code Black, serie tv prodotta da ABC e CBS e ancora inedita in Italia. La serie catapulta letteralmente lo spettatore all’interno dell’Angels Memorial Hospital di Los Angeles, un pronto soccorso in cui si raggiunge circa 300 volte l’anno il “codice nero”, cioè un afflusso così alto di pazienti da non avere risorse sufficienti per trattarli.

Possiamo immaginare cosa ci attende: più che un ospedale, di fronte a noi si apre una città, vere e proprie strade anziché corsie e ancora scene di massa attorno al paziente di turno per cercare di salvargli la vita. Sebbene la critica non la abbia accolta molto calorosamente, la serie tv riesce a rimettere l’accento sul “medical” e proprio come ai tempi di E.R. i medici tornano in prima linea. La storia, inoltre, è sostenuta da un ottimo cast composto, tra gli altri, da Marcia Gay Harden (The Newsroom), nei panni della tostissima dottoressa Leanne Rorish a capo del pronto soccorso; Raza Jaffrey (Homeland) e Luis Guzmán (Narcos).

Con una serie così, la scoperta dei personaggi è necessariamente più lenta rispetto a Grey’s Anatomy, ma le emozioni saranno comunque spinte all’estremo. Sì, perché qualunque medical drama che si rispetti, dal classico al romantico, non possiamo non provare empatia, non creare un legame con i personaggi di tutte queste serie tv. A tutti noi è capitato almeno una volta di finire in un pronto soccorso come pazienti oppure in attesa di notizie di un parente o di un amico. I medical drama ci rimettono di fronte a quelle emozioni, di fronte ai successi e alle delusioni della quotidianità; le stesse che sperimentano i protagonisti dei medical drama, così forti e determinati nella loro professione, ma allo stesso tempo deboli e senza difese di fronte alle criticità della vita. Insomma i personaggi che popolano E.R., Grey’s Anatomy e Code Black sono dei comuni mortali e proprio per questo li amiamo così tanto.

 

Foto: CBS

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