Dopo gli attentati di Parigi, Roma si prepara alle emergenze. Ecco le nuove misure

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Tutte le misure di sicurezza previste nella Capitale anche in vista dell’inizio del Giubileo

Dopo gli attentati di Parigi, Roma rafforza le misure di sicurezza su tutta la città potenziando i controlli e il numero di agenti sul territorio, soprattutto in vista del Giubileo che prenderà il via il prossimo 8 dicembre.

Tutte decisioni approvate dal Comitato ordine e sicurezza di Roma e comunicate dal prefetto della capitale Franco Gabrielli che ha presentato anche il numero unico per le emergenze, voluto dalla Regione Lazio. “La vicenda parigina ci ha rifocalizzato su target che prima ci sembravano più marginali nel senso che è aumentato il novero degli obiettivi. Siamo consapevoli di essere all’interno di una minaccia ma questo non ci deve minimamente indurre ad un atteggiamento di paura. Vogliono rendere la nostra società invivibile e questo lo si fa attraverso la paura”, paura che, ha aggiunto Gabrielli, “va sconfitta con il buon senso. Dobbiamo continuare a vivere la nostra vita sapendo che le istituzioni lavorano in maniera molto seria e proficua” ha detto Gabrielli. “L’anno del Giubileo – ha commentato invece il commissario Francesco Paolo Tronca – potrà contare sulla sala operativa”.

Ecco cosa prevedono le misure per la gestione delle emergenze a Roma:

– Aumento della sicurezza percepita – Il Comitato, ha riferito Gabrielli, ha approvato “la nuova distribuzione delle forze messe a disposizione dal governo. Inoltre, stiamo pianificando interventi sul territorio anche per quel che riguarda la sicurezza percepita”.

– Aumento del numero degli agenti e dei presìdi – A Roma verrà organizzato un presidio “in quasi tutte le stazioni delle tre linee della metropolitana, in tutti nodi di scambio e in tutti quei luoghi di aggregazione che possono rappresentare degli obiettivi”, non solo in centro, ma anche nelle periferie.

– Controllo dei cieli – Il tema riguarda soprattutto droni e ultraleggeri con l’obiettivo, ha spiegato Gabrielli, di “non farli alzare in volo”. “Memori anche di quanto avvenuto durante il funerale di Vittorio Casamonica – ha aggiunto il prefetto di Roma – stiamo predisponendo un potenziamento dei sistemi di intercettazione e, nelle condizioni che lo consentiranno, anche di abbattimento. La prima regola è che è fatto divieto di abbattere qualunque cosa voli sopra i centri abitati perché il danno sarebbe maggiore. Ci stiamo attrezzando per potenziare sia il sistema di rilevamento sia quello di contrasto in occasione degli eventi che consideriamo più esposti”.

– Numero unico per le emergenze – Per ogni tipo di emergenza o allarme, a Roma il numero di riferimento sarà solo uno: il 112. Lo switch off sta avvenendo gradualmente, ma a partire dal primo dicembre ci sarà una centrale unica, alla quale farà riferimento la Capitale e la Provincia per un totale di 3,5 milioni di utenti, in funzione 24 ore su 24 sulla quale devieranno tutte le chiamate ai quattro numeri per le emergenze: carabinieri (112), polizia (113), vigili del fuoco (115) ed emergenza sanitaria (118). La chiamata sarà gratuita e il centralino sarà multilingue. Nella centrale saranno impegnate circa 80 persone della Regione con 34 postazioni che raddoppieranno in situazioni di particolari emergenze o eventi. La prossima apertura prevista, invece, sarà quella di una seconda centrale a Frosinone per la copertura delle altre province del Lazio e un totale di 1,5 milioni di persone.

“Siamo contenti di poter dire che grazie a questo numero unico aumenterà di molto l’efficienza e l’efficacia del controllo e della sicurezza a Roma, andando così incontro a quella domanda di sicurezza percepita da parte dei cittadini, sui piccoli e grandi problemi. Grazie a questa iniziativa della regione le forze dell’ordine, che gestivano i numeri dell’emergenza avranno questa unica centrale di coordinamento e smistamento” ha commentato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

 

(Foto Ansa / Massimo Percossi)

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